Visualizzazione post con etichetta opinioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta opinioni. Mostra tutti i post

venerdì 24 maggio 2019

La scuola di Luigi

Chi caspita è Luigi?

Bella domanda!! Beh che io sappia questo è l'unico documento che qualcuno troverà online riguardo Luigi e i suoi insegnamenti.

Occorre però che io faccia una breve premessa:
un po' di tempo fa ho conosciuto una tizia (che da ora in poi chiamerò Tizia) molto presente su Facebook, con un gruppo segreto e una pagina piuttosto seguita, presente con 3 profili diversi che le servono probabilmente per mostrarsi in Facebook attraverso contatti "reali" e contatti relativi al BDSM.

Inizialmente Tizia mi sembrava con un po' di sale in zucca (anche se di tanto in tanto alternava con comportamenti inusuali) e quindi ho deciso di fare domanda per entrare nel suo gruppo segreto. A poco a poco ci siamo conosciute più approfonditamente e mi ha raccontato di essere stata "allieva" di Luigi, il suo mentore, 21 anni prima, quando lei era appena 18enne, insieme al suo ragazzo di allora.

Ebbene, da quanto afferma Tizia, Luigi era un uomo di 58 anni italo-americano titolare di un'azienda per la quale viaggiava molto ed aveva appreso dalle varie culture i diversi tipi di sottomissione, facendosi un'idea personale di come sarebbe dovuto essere il rapporto BDSM e decise quindi, ben 21 anni fa, di iniziare ad insegnarlo proclamandosi (o facendosi proclamare) "mentore".
Sempre a detta di Tizia gli adepti contavano circa 60.000 in tutto il mondo anche se attualmente se ne contano solo una decina a Roma, perchè gli altri 59.990 si sono persi seguendo altre scuole di pensiero.
La scuola non venne mai "battezzata" con un nome, quindi tra loro decisero di chiamarla "La scuola di Luigi".

Pochi giorni dopo invitai il mio Master nel gruppo e in un post, a seguito di un rispettoso scambio di opinioni dove Mastro chiedeva maggiori informazioni riguardo Luigi, Tizia si è chiusa a riccio e ci ha espulsi dal gruppo.

Fatta questa premessa, è il momento di scoprire le regole che Tizia si è sentita di esprimere:

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? Il Dom.

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

7) Altre, di cui non ci è dato sapere.

Questo è quanto. Ah dimenticavo la cosa più importante: E' TUTTO UNA GRAN CRETINATA!!

Qualcuno forse si chiederà il motivo per cui ho deciso di scrivere un post come questo, dando forse (l'unica) visibilità a questa enorme cagata.

Perchè Tizia sta tentando di indottrinare persone meno esperte, difendendo a spada tratta la sua versione, o per lo meno, quella che ha imparato da Luigi, attraverso il suo gruppo di Facebook.
Per altruismo, perchè anche io sono stata novizia e per fortuna essendo cauta, ho sempre diffidato da chi voleva imporre il suo modo di vedere le cose.

A titolo informativo ho chiesto a diverse persone (romani e non, giovani e meno giovani, più o meno inserite nell'ambiente) su diversi siti, se abbiano mai sentito parlare di Luigi e della sua scuola. La risposta è stata NO su tutti i siti e da tutte le persone coinvolte.
Ipotizzando che questa scuola sia realmente esistita e che non siano le fantasie di Tizia per darsi tono e/o per destare curiosità, ci sono diversi aspetti che sono totalmente errati e su cui è necessario fare chiarezza.

Prima cagata: non esistono scuole di BDSM o corsi o lauree o master in cui una persona possa insegnare il "giusto" BDSM. 
Perchè?
Perchè il BDSM è uno stile di vita, che è insito in chi lo vive ed è SEMPRE soggettivo. Quello che può piacere a me, può non piacere a te e viceversa.
Le uniche regole esistenti sono quelle dettate dal buon senso, e dal rispetto della legge vigente.
Nessuno può arrogarsi il diritto di detenere le regole del BDSM, nè di stabilire cosa debba essere fatto e cosa no (sempre nel limite del rispetto del/i partner e della legge). Nessuno.
Conseguentemente, non possono esistere mentori, insegnanti o guru di una pluralità di persone.
L'unica eccezione consiste nei corsi per alcune pratiche, dalla verberazione al bondage per consentire di mettere in atto suddette pratiche in sicurezza e senza ledere al bottom. Ma non sono corsi di BDSM, sono corsi di pratiche.

Ma vediamo un po' di analizzare le regole di Luigi..

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? 

Secondo Tizia, citandola: "Esclusivamente il Dom.
La slave decide a chi appartenere, pone i limiti, blocca il gioco se necessario e se dice no e' no, non esiste Dom che tenga, ma sono solo 3 anni che ripeto la stessa cosa, e mi meraviglio ancora a leggere certe risposte.
Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa e puntualmente c'è ancora gente che mi risponde la Sleeve o entrambi il rapporto bilaterale Quello è sicuro perché per quanto ci sia un rapporto verticale il rapporto è bilaterale ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno."
Ed ancora:
"il rapporto ruota intorno alla necessità della Sleeve non del master è inutile che continuate a dire leggiamo libri su libri entrambi il rapporto è bilaterale No non è così."

Per prima la cosa, la domanda, così formulata è errata. 
Tutti coloro che si avvicinano al BDSM sanno (o dovrebbero sapere) che:

  • A Dom/Domme corrisponde sub
  • A Master/Mistress corrisponde slave
  • A DomDaddy corrispondono Little Girl e Baby Girl
  • A sadico corrisponde masochista. 
Chiedere chi tra Dom e slave è lo schiavo del rapporto è fare un miscuglio di una cosa non mischiabile. 
A domanda errata la risposta non può essere che errata. Eppure Luigi era un mentore!! 😂

A seconda, invece, della domanda corretta si avranno risposte differenti. 

Se fosse stata:
- Tra Dom e sub, la risposta corretta sarebbe stata nessuno dei due.
- Tra Master e slave, la risposta corretta sarebbe stata entrambi.

Esplico.
Dom e sub sono persone che possono esprimere la loro natura indipendentemente dall'ambito BDSM, possono essere dominanti o subordinati caratterialmente, con gli amici, con i colleghi e con i parenti. Se si incontrano in un rapporto BDSM entrambi hanno limiti oltre i quali non andranno, entrambi possono vivere il BDSM con o senza appartenenza, possono "limitarsi a giocare" con la consapevolezza che ognuno dei due non si metterà in discussione. L'unico interesse condiviso è quello di "giocare".
Il discorso riguardante i limiti poi ne è il fulcro. Il sub generalmente non è masochista, proprio perchè pone limiti sia sul dove si possa arrivare in una determinata pratica, sia sulla pratiche in sè. Non è disposto a superare se stesso, a mettersi in discussione, quindi l'essere masochista è nettamente in contrasto con questa figura.
Fondamentalmente potrebbero essere schiavi del loro personale interesse, quindi nel rapporto tra due, la risposta corretta è nessuno.

Master e slave al contrario non possono fare a meno dell'esistenza del loro corrispettivo. Entrambi generalmente hanno un carattere forte, non si potrebbe essere slave senza un carattere ben strutturato.
Sia il Master sia la slave rifiutano pratiche a loro non gradevoli, ma non pongono limiti nell'esecuzione delle altre, proprio perchè è caratteristica della slave quella di mettersi alla prova e tentare di superare i propri ostacoli. Per questo motivo la slave è generalmente anche masochista.
Ognuno dei due gode nel dare piacere all'altro (o non gode, nel caso di punizioni), entrambi perderebbero senso se non condividessero un rapporto con la controparte. Responsabilità e controllo sono principalmente nelle mani (e soprattutto nella testa) del Master, ma è grazie proprio a questo enorme potere ceduto dalla slave che il Master prova godimento, sia a livello mentale che fisico.
La slave si offre per appartenere al proprio Master, ma sarà quest'ultimo a decidere se accettare o meno l'offerta.
Per altro, è nella natura della slave quella di assecondare, o meglio cambiare opinione su determinate pratiche a lei ostiche, quindi se per esempio alla slave non piace una determinata pratica, il compito del Master è quello di riuscire a farle varcare quell'ostacolo (sempre che la pratica sia di gradimento al Master), e pian piano a farle desiderare e superare e successivamente apprezzare quello che non pensava di fare.
Quindi per rispondere alla domanda iniziale, chi è il vero schiavo del rapporto è entrambi, proprio grazie alla loro reciprocità.

Per quanto riguarda DD e LG/BG il discorso è molto simile a quello di Dom e sub, in questo ambito poi sono molto presenti le brat (ribelli) con l'unico scopo di ricercare la punizione che in questo caso è puro godimento sia per il Dom che per la LG/BG.

Per quanto riguarda sadici e masochisti puri il discorso si avvicina un po' di più a quello tra Master e slave. Il sadico senza il masochista non avrebbe ragion di esistere, quindi anche qui la risposta alla domanda sarebbe entrambi.

A questo punto mi stupisco di Luigi, che in tutta la sua "grandezza" abbia fatto un bel minestrone. O è anche possibile che la schiava prediletta, Tizia, non abbia ben compreso i suoi insegnamenti. 😊

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

A quanto pare Luigi era un gran furbacchione!!
Poteva essere carismatico, si, lo posso comprendere.
"Arruolare" teen ager con nessuna o minima conoscenza della materia, con la curiosità sessuale imperante soprattutto in un periodo in cui non c'era la diffusione mediatica di ora, ed indurre questi "ometti" a cedergli le rispettive "morose" per consentirgli di interagire.... beh.. astuto eh!! 😂

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

Da che mi risulti, come ho fatto anche notare a Tizia, il rito del the ha origini giapponesi.
In realtà, dovendomi documentare, ho scoperto che l'origine primaria fu cinese, poi adottata nel corso del XVI secolo ufficialmente anche in Giappone, in quella che viene chiamata Cha No Yu tradotta come Cerimonia del The.

Quello che distingue la Cha No Yu originale dal rito del the di Luigi (secondo quello che mi è stato spiegato da Tizia) è che la prima si svolge tra due o più persone, la seconda invece è riservata alla coppia D/s.
Dubito fortemente che tutto lo svolgimento, a partire da 5 giorni prima, per arrivare alle tre fasi del rito (pasto leggero, the denso e the leggero) venisse attuata anche dagli adepti di Luigi, ma Tizia non è entrata nello specifico.

Clicca qui per maggiori informazioni sulla Cerimonia del The.

Per altro, sarebbe opportuno presentarsi ad una sessione a stomaco vuoto (per ovvi motivi), quindi anche il pasto leggero previsto dalla cerimonia sarebbe fuori luogo.

Per quanto concerne invece il rito dell'accoglienza (escludendo quello cristiano cattolico) in ambito BDSM ho trovato solo tre accezioni diverse nel sito di Gabbia: la prima riguarda i clisteri, la seconda l'ospitalità e la terza la predisposizione della sub ad un rapporto orale.

Quindi mi immagino una scenetta nella quale la sub accoglie il proprio Dom nella sua casa, a culo esposto e bocca spalancata. Ecco! 😂😂😂

Accogliere secondo Gabbia

Ipotizzando che Luigi si riferisse per lo più all'ospitalità, beh dov'è la novità?

Credo che ognuno di noi, quando ospita qualcuno a casa propria (amici, parenti, colleghi, Dom), riordini casa e si renda presentabile.
Ma ripeto, non è stato spiegato questo rito quindi ipotizzare diventa inutile.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

Questa usanza in genere fa parte dei protocolli. E i protocolli in genere sono o impartiti unilateralmente dal Top, oppure concordati assieme alla bottom.
Non c'è ovviamente una regola precisa. E', come già detto, soggettivo.

Nel mio caso, ad esempio, in accordo con il mio precedente Master dovevo rivolgermi a tutti (Top o vanilla), in privato e in pubblico con il "Lei", fatta esclusione per gli altri bottom ai quali potevo rivolgermi con il "tu".
Con Mastro invece sin da subito mi è stato chiesto il "tu". Nel pormi con gli altri ho deciso autonomamente: in privato con il "Lei" (solo a Top), in pubblico con il "tu".

Alcuni ci tengono di più, altri meno, altri ancora per nulla.

In ogni caso Luigi non aveva inventato nulla nemmeno in questo senso, solo aveva obbligato i suoi adepti ad accettare ed agire come lui preferiva facessero.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.


Daemon Danes
Anche in questo caso, lasciar segni o portare segni è assolutamente soggettivo. Un buon fustigatore/spanker non si misura da questo. Ci sono persone a cui piace essere segnate e segnare e viceversa.
Personalmente per me il segno rappresenta il "suo" marchio. Guardare "la firma" del mio Master anche nei giorni a seguire è motivo di gioia, di orgoglio nel portarla. Se non riuscissi a sedermi per alcuni giorni, o a provare dolore nel farlo, sarebbe come riportarmi immediatamente e in modo molto potente al tempo trascorso con Lui, e sicuramente mi ecciterei al sol pensiero.

Poi ci sono bottom che non possono essere segnati, e questo è un altro discorso. Bottom con un'altra vita, un compagno, o un marito all'oscuro di tutto non possono portare segni, quindi il fatto di non lasciarli è come tentativo di non farsi scoprire.
Equivale a dire: aggirare il problema. Essere sinceri con il proprio partner no eh?? Troppa fifa??

Mi viene da pensare che Luigi frequentasse per lo più donne impegnate, sposate o accompagnate, in modo da "legittimare", con questa regola, il suo rapporto D/s.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

Cazzata pazzesca!! Non può esistere una votazione sulla bravura, per il semplice fatto che è l'affinità tra persone che la determina.
Per esempio: una persona che non può o non vuole essere legata per un rigger sarebbe da scartare in quanto incompatibile con lui. Non significa però che non sia una brava bottom, semplicemente sono incompatibili.

Chi cazzo era Luigi per determinare la bravura assoluta di un bottom?? Il genio del BDSM?? Un guru??

Se così fosse stato allora perchè nessuno nella comunità romana (esclusa Tizia) e nazionale lo conosce?
Se così fosse stato allora perchè non diffondere ad un pubblico più vasto i suoi insegnamenti, attraverso documenti scritti e/o sul web??
Se lo fosse stato allora perche i presunti 59.990 lo avrebbero abbandonato??

A me tutta sta storia fa pensare ad alcune ipotesi.

  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia abbia avuto un Dom con il quale si sia trovata tanto bene e che aveva quelle regole. Ipotizziamo che il rapporto sia terminato e che lei ora voglia un Dom che faccia lo stesso del precedente, e che si sia inventata la scuola di Luigi per trovare più facilmente il Dom a lei consono.
  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia non riesca a trovare il Dom adatto a lei e che usi questa storiella per darsi tono, per attirare l'attenzione, per mostrarsi esperta (ho fatto un corso 21 anni fa).
  • Ipotizziamo che Luigi e la sua scuola siano esistiti davvero. E qui il discorso si complica. Così formulata: la segretezza, i presunti (e irreali) 60.000, l'unico detentore della parola "giusta" nella figura di Luigi e gli alunni convinti fanno pensare a qualcosa di molto simile ad una setta. 
Le sette, molto più diffuse negli Stati Uniti rispetto all'Italia (ma in forte espansione), hanno una struttura riconoscibilissima e uguale per tutte. 
La struttura piramidale, un capo, un guru, un mentore carismatico, una catena di comando subordinazione e obbedienza, con regole che devono essere rispettate e messe in pratica. 

L'adepto, l'alunno, il seguace, è una persona che non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti e alla volontà del capo. 
E' per questo che è più semplice avvicinare persone giovani, o giovanissime, di un ceto medio, con poche conoscenze in materia, senza una struttura caratteriale formata e incapaci del pensiero logico e critico, persone che in genere hanno una carenza affettiva importante (spesso paterna), persone deboli o insoddisfatte o ancora persone in cerca di nuove emozioni. 

Il mentore, come già accennato, è una persona carismatica, egocentrica, eccelle nel lavoro (o riferisce di eccellere), è autoproclamante e persuasivo, dicendosi conoscitore della materia. Afferma di aver assimilato conoscenze nel corso della sua vita e aver scoperto la via ottimale per vivere quella determinata realtà (religiosa, culturale, sociale), per condurre poi i seguaci verso "nuovi orizzonti" di consapevolezza. Infine accentra su di sè la totale devozione, in termini di attenzione, amore, fedeltà. 
In questa ottica il capo, il leader può dare libero sfogo alla sua personalità dominante, manipolativa e attuare quello che è un vero e proprio abuso psicologico: il plagio. 

Per plagiare ovviamente si seguono degli schemi precisi, primo fra tutti far sentire importante, speciale, amata, la persona da plagiare. L'accoglienza, le attenzioni verso la persona sono fortissime, spesso atte a farla allontanare dalle frequentazioni esterne al gruppo settario. L'integrazione al gruppo e la conformità ad esso e alle sue regole farà in modo che in tempi abbastanza brevi il plagiato cambi il proprio atteggiamento nei confronti di chi è all'esterno del gruppo (frequentazioni di vecchi amici e parenti) e diventerà progressivamente sempre meno padrone delle proprie scelte e volontà. 
Una volta completata la metamorfosi, l'individuo è pronto a credere ciecamente agli insegnamenti impartiti dal leader, fino a compiere, talvolta, anche gesti estremi. 

Generalmente, al leader viene riconosciuta la piena autorità dai suoi seguaci ed egli può delegare alcuni compiti alle persone di sua fiducia, rendendole ancor più dipendenti e onorate di tale riconoscimento. All'interno del gruppo non vi sono segreti, ogni seguace deve rivelare tutto, mentre nei confronti degli estranei viene mantenuta la segretezza. 
Questo comporta nel seguace un duplice senso: l'appartenenza a qualcosa di esclusivo, e il contrasto con il mondo esterno, in contrapposizione con gli ideali e le regole "innovative" del gruppo settario. 
Detta in parole povere: il "giusto" all'interno del gruppo e lo "sbagliato" all'esterno. 

Secondo Steven Alan Hassan (consulente statunitense della salute mentale) "Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo - comportamento, pensieri, emozioni - e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualunque cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante." (Fonte: Steve Hassan, “Mentalmente liberi – come uscire da una setta”).


Definito tutto ciò e rileggendo le parole di Tizia, non trovate qualche (o troppe) similitudini?

"Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa ... ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno"


E se la pensi diversamente? O se fai troppe domande?? Fuori dal gruppo!! Non vogliamo gente pensante qui!! 😂😂😂



martedì 9 ottobre 2018

R-I-S-P-E-T-T-O

Sono una fottutissima sognatrice. 
Ho sempre pensato che, nel mondo, esistesse la Persona Perfetta per me.. la classica mezza mela. 
Forse l'ho sempre sperato, ma poi arriva il giorno in cui è necessario fare i conti con la realtà delle cose e ci si rende conto che la perfezione difficilmente esiste. 
A quel punto la cosa più sensata da fare è conoscere una persona, osservare quante e QUALI caratteristiche di lui sono corrispondenti alle nostre esigenze e valutarlo.
Come? 
Con una bilancia: da un lato quello che ci offre, dall'altro quello che manca. Una volta tolto il perno, la scelta è fatta. Si sceglie dove la bilancia pesa di più.

Tra tutte le caratteristiche che vado cercando, una delle più "pesanti" è il rispetto. Non si tratta solo di BDSM, si tratta di rispetto per la persona che abbiamo di fronte. Un detto dice: "non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi stessi". 

from Tumblr
Ebbene, quando qualcuno vi interrompe, e voi perdete la pazienza, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno vi ignora, e a voi dà fastidio, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando esprimete un concetto e l'altro vi contraddice senza nemmeno ascoltarvi, e vi infuriate, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno frequenta altre persone (anche in modo intimo), e a voi fa uscire dai gangheri, assicuratevi di non fare lo stesso. 
Potrei continuare all'infinito. Le casistiche/situazioni sono innumerevoli. 

Rispetto non significa avere un opinione, una credenza, ed imporla come NORMALE. E tutto ciò che contrasta la vostra opinione ANORMALE. Quella si chiama chiusura mentale. Si chiama, imposizione di sè. 



Nell'arco di 4 mesi mi è capitato con 3 persone. 
Quello che hanno in comune queste tre persone sono l'età (su per giù), la loro provenienza territoriale (su per giù) e il fatto che si considerano tutti Master.

Ebbene, a mio avviso un Master deve anche essere in grado, dimostrandolo, di ascoltare ed assecondare i desideri della propria slave. 
E' vero che prima di tutto chi si mette in gioco per intraprendere un cammino dietro la guida del proprio Master è la slave, ma è vero anche che se vengono esauditi solo ed esclusivamente le preferenze del Master allora non si considera la slave come una persona, degna di rispetto, ma come il proprio giocattolino, un oggetto insomma. 

E allora chiudiamo la slave in una stanza... guai farla usare da altri (per assecondare una sua fantasia), guai farla vedere in pubblico (come lei vorrebbe) ... guai farle fare quella cosa che a lei piace tanto e che io Master considero ANORMALE.... è rispetto questo? 
Io credo di no. 

In un rapporto interpersonale, chi si mette in gioco, per crescere insieme, a mio avviso, sono tutte le parti. Tutte. Non c'è un elemento che cammina da solo e gli altri fermi ad aspettare. Sono tutti gli elementi che si incontrano nelle loro reciproche metà strada. A metà strada ci si incontra e si cammina insieme. Se cammina solo uno, qualcosa non va. 

Ecco quindi, sedicenti Master, è vero che ad ogni Master corrisponde un tipo di slave (e viceversa) ma se questa/o non dovesse essere perfetta per voi... iniziate a metterla sulla bilancia e chiarirvi se per voi ne vale la pena. 
Se ne vale, iniziate a portarla a voi, ad assecondarvi e seguirvi, ma ricordatevi anche di rispettarla, perchè la vostra slave è l'unica che vi metterà SEMPRE in una posizione prioritaria, sia nei confronti della vostra Persona, sia nei confronti del vostro piacere. 

Ah e dimenticavo: di preferenze NORMALI, ANORMALI, o ESTREME esiste nulla. 
Esistono delle preferenze tutte rispettabili e soggettive. 
Non finirò mai di dirlo, quello che è estremo per me, può non esserlo per qualcun altro o viceversa. 

Di anormale, secondo me, c'è che alcuni "Master" credano ancora che basti impartire un ordine, avere una marionetta tra le mani, o fare solo quello che gli pare, per essere Master. 
Per questo ci sono le prostitute, o le escort. Le slave sono altro. 


venerdì 5 ottobre 2018

il BDSM come è per me vs il BDSM come moda, business

Una po' di settimane fa scrissi un semplice post su facebook, dove spiegavo i motivi per il quali avrei rimosso dalle mie amicizie "facebookiane" coloro che avevo notato non vivono il BDSM come lo vivo io.

Da quel post è nato un "botta e risposta" tra due persone, una a me cara e l'altra un conoscente.

Quel post mi ha fatto riflettere su un concetto più ampio, in qualche modo legato alle mie scelte.

Io sono ignorante in questioni tecniche, ma sono curiosa e mi piace capire. In più ho una visione talmente alta del BDSM che ho un opinione dispregiativa su tutto quello che ora come ora è business.

Mi sono approcciata a questo mondo quando il BDSM non era (o almeno non era cosi tanto) moda e auto-referenzialità. Quando era un ambiente più "sano" e i valori avevano la meglio sul resto.

Gli eventi quasi non esistevano, esistevano party privati, a cui partecipare su invito, con dress code richiesto si, ma con sobrietà. Erano luoghi esclusivi, i partecipanti limitati, quasi sempre non troppo divulgati e chi vi partecipava lo faceva senza alcun interesse se non quello di trascorrere qualche ora in compagnia facendo quello che piaceva fare. La pubblicazione di foto era proibita.

Ora si partecipa agli eventi per altri scopi: primo fra tutti, credo, mettersi in mostra. Per chi ne è utente: mostrarsi nella propria originalità dove l'apparenza vale più della sostanza. Ostentando teatralità, e così per apparire sono necessarie corna, occhi bianchi, trucco dark, mantelli e cappucci, kimono o maleducazione da parte di "Dom" che attraverso essa pensano di essere più dominanti.. tristess.
Dall'altra parte, ovvero da parte di chi organizza, guadagnarci. Essì perche c'è un giro di soldi dietro che nemmeno mi posso immaginare.
E allora per fare in modo che questo evento attiri di più di quell'altro bisogna offrire un servizio maggiore. Quale se non quello di invitare esperti? (Pagandoli??).

Di qui si crea tutta una sorta di catena di montaggio, dove alla fine della fiera il BDSM è l'unico "attore" che ci rimette, perde in credibilità.

Ipotizziamo che io sia una brava fornaia, che abbia inventato un pane speciale, o un connubio di ingredienti che lo rendono tale.
Ipotizziamo anche che io voglia condividere con altre persone questa mia specialità.
Ho due strade:
  1. o faccio corsi legalmente riconosciuti, in un luogo adibito ad hoc con tutte le misure di sicurezza legalmente richieste, ne pubblico i volantini e mi faccio pagare per la conoscenza che vado ad insegnare, rilasciando regolare ricevuta sulla quale pago (ahimè) le tasse ed indicando la partita IVA obbligatoria sul sito;
  2. oppure invito a casa mia le persone interessate ad imparare, non chiedo compensi, e per la mia passione in quello che faccio insegno anche ad altri, volendo condividere qualcosa che ritengo valido.  
Di certo non mi posso auto-proclamare il "guru" del pane. Di certo sarà una commissione a valutare se il mio pane è veramente valido o meno. Questa si chiama professionalità e serietà.

Posso considerarmi esperto? Forse si, ma con un po' di auto-ironia e, meglio ancora, se sono gli altri a riconoscermi come tale. 

Devo anche riconoscere che, per fare il pane, è necessario il grano di "tal" qualità e che per approvvigionarmi di esso altri professionisti, riconosciuti come tali prima di me, ne hanno sviluppato l'autenticità. E una commissione, forse l'ha reso grano DOCG.
Devo riconoscere che, senza quel grano, il mio pane sarebbe nulla. E' vero, io faccio pane. Ma il pane senza il grano non potrebbe esistere.

Ecco, spesso, nel BDSM oggi come oggi tutto questo manca.
Manca l'umiltà.
Manca la semplicità.
Manca l'onestà intellettuale.
E' solo business.

Magari chi "gioca" (aborro questo termine) lo fa anche perchè gli piace farlo, ma prima di tutto è marketing.
Uno si "vende" bene, si crea un'immagine, racconta un po' di esperienze vere, altre un po' gonfiate, si crea un sito affascinante nel quale espone solo quello che gli pare, oppure si schiera nel proteggere il tal "assassino" solo perchè questo partecipava al suo corso (e nel bene o nel male anche quella è pubblicità), vende corde (eh si perche non si usa più trattarle, si comprano già trattate, cosi si fa business), ha il suo sito di toys, tiene corsi in nero (eh.. l'Italia dei "furbi"), partecipa e/o organizza eventi, è presente nei social che utilizza principalmente per diffondere e divulgare il proprio ego. Se poi la diffusione porta introiti economici, meglio ancora.

Molti hanno esperienza nei vari campi, maturata nel tempo e attraverso corsi a loro volta. Ma molti si auto-referenziano, e usano questa esperienza per dettar legge da un lato (come se la loro parola fosse bibbia) magari guadagnandoci, e anche tanto.
Con gli eventi, con i corsi, con i proventi della vendita di libri (magari nemmeno scritti dagli autori).

Non stupitevi allora, se mi tengo lontana da tutto questo.

Il BDSM per me è emozione. E' una forma altissima di Amore.

E' trovare una persona affine a me, con la quale condividere emozioni. Le mie saranno quelle di seguirlo nel nostro percorso insieme, le sue quelle di essere seguito e di vedere una crescita, una completezza vicendevole.

Nel lontano 2006 scrissi cosa era il BDSM per me e la mia idea da alcuni era considerata utopistica, romantica. Ci sorridevo, perchè non potrei viverlo altrimenti. Qui il testo.

Ora preferisco ampliare la visione di quel testo. Forse sarà più chiaro quello in cui credo.

  • Colui che desidero al mio fianco non è un Master. E' prima di tutto La Persona. 
Credo fermamente che se una persona è un cazzone, allora anche il "Master" (se tale si può definire) che è in lui lo è.
E non mi interessa.
Quando mi chiedono cosa cerchi? E' la domanda ad essere sbagliata.
Non cerco "cosa", cerco CHI.
Cerco un anima pura, una persona rispettosa, leale, responsabile con la quale io sia affine che mi faccia partire il cervello.
Una volta ricevuta questa mia risposta la stragrande maggioranza mi chiede: "si, ma cosa ti piace"??
A me? Nulla.
Il mio essere schiava mi porta a godere nel rendere orgoglioso il mio Master. Se il mio Master è la mia guida, lui sarà in grado di farmi piacere cose che io non pensavo che mi piacessero, o che forse per le quali ero scettica.
Ma per fare ciò, l'empatia, il legame non è tra Master e slave, è prima di tutto tra due persone che si sono incontrate. E si sono (ri)conosciute.
  • Cosa si fa con una persona?
Credo che l'obiettivo comune, condivisibile e reciproco, sia essere felice.
Come? Individualmente prima, ed insieme poi.

Si condivide: ci si supporta, si parla, tanto.. di cazzate, di cose serie, di pensieri, ipotesi e progetti. Si ride insieme, talvolta si piange. Si guarda insieme lo stesso orizzonte, e ogni volta, lo si spinge un po' più in là..
Si condividono sentimenti, sensibilità, emozioni.
Ci si completa. Si fa di tutto perchè la persona che sta al nostro fianco stia bene.

A ben vedere queste dovrebbero essere le basi di un sano rapporto vanilla.

E allora si ritorna al mio scritto del 2006 dove dico:
"Ho sempre pensato alla mia relazione "per eccellenza" esclusivista e totalizzante. La immagino come una collana ad anelli intersecati l'uno con l'altro (simile ad un collare a strangolo per cani), ognuno dei quali è un aspetto di quello si deve costruire e condividere con una persona. Il BDSM è l'ultimo anello, quello indispensabile per far si che la collana si chiuda e diventi cosi, qualcosa con un senso."
  • Cosa significa esclusivista e totalizzante?
Significa che io sono in grado di amare UNA Persona, e a quella Persona donare tutto. 
Esistono pratiche che contrastano con il mio essere. Farò fatica, ma le farò. 
Quello è donare tutto. Non è annullarsi, è mettersi in gioco. 

Totalizzante perchè quella Persona da un lato sarà l'unico detentore del potere su di me, dall'altro reciprocamente, perchè le mie attenzioni saranno rivolte solo a lui e alla sua felicità. 
  • Da cosa sono rappresentati quegli anelli?
Ciascun anello è indispensabile in una relazione affettivo/sentimentale partendo come base del rapporto vanilla per poi sfociare come base del rapporto BDSM. 
In ordine sparso: rispetto, fiducia, amore, affetto, protezione, cura, condivisione, complicità, passione, supporto, dialogo, affinità, empatia, alchimia, comprensione, sensibilità, responsabilità, lealtà, onestà, sincerità, ascolto.

Nel BDSM a mio avviso ogni "anello" è potenziato, ragion per cui il rapporto stesso diventa potenziato. Ed è anche per questo motivo che lo reputo una forma altissima di Amore.


  • "Qualcosa con un senso".. cosa significa?
Significa che per chi come me nasce con alcune caratteristiche, nel mio caso pain slave, non si riesce a dare un senso alla propria vita (senza accontentarsi) se non si rispetta se stessi.
Rispettare se stessi è cercare il meglio, ciò che ci rende più felici, e quindi quella Persona che possa soddisfare ognuna delle proprie esigenze.
E' una ricerca ardua, soprattutto per chi, come me, è estremamente esigente.
Accontentarsi però non ha mai fatto parte del mio essere, e sono speranzosa, quindi credo fermamente che da qualche parte nel mondo quella Persona possa esistere.
E' mio compito essere pronta ad accoglierla, a viverla, e forse, un domani, affidarmi a lui.
E' mio compito comprenderla e rispettarla.
E' mio compito "innamorarmi" di lei, e dimostrarglielo.

  • Cosa c'entra l'essere innamorati con il BDSM?
Proprio stasera mi è stato chiesto: "sei innamorata ora?"
No, non lo sono.
Per esserlo la Persona deve convincermi a tutto tondo.

Se fossi innamorata sarei anche pronta ad appartenere. Sono ben lontana da quell'aspettativa.
Nella mia ottica la Persona deve aver "scopato" il mio cervello al punto tale da poter essere sicura di donarmi con tutta me stessa, anima, mente e corpo.

Comprendo che non per tutti debba essere così. Comprendo che esistono sub che si offrono con molti meno sentimenti nei confronti del loro Dom.

Ma io sono una slave (per la differenza tra slave e sub, secondo la mia opinione, vedere qui). Ci sono nata, ho dovuto riconoscere e accettare questa mia caratteristica.
Il mio piacere è rappresentato in primo luogo dal piacere della Persona.
Il mio piacere è rappresentato dalla crescita insieme a lui, dal renderlo felice, orgoglioso di me.

Concludendo, io non sono per tutti, e la maggior parte non è per me. 

Fatemi un favore, non fatemi perder tempo o energie se non siete disposti a vivere qualcosa di così alto emotivamente, sentimentalmente, rispettosamente e lealmente parlando. 

La cosa strana è che la vita ogni tanto ti fa anche dei regali. Stavo cercando un brano per terminare il post e ho scoperto un pianista recentemente diventato famoso grazie ad un talent britannico.
La sua arte mi ha fatto riflettere su una cosa...

...A quanto, a volte, le parole siano inutili. Le emozioni solleticano altre "corde". 






martedì 14 agosto 2018

Definizioni e termini.. un caos!!

Siamo nell'era degli acronimi, delle definizioni, delle sigle e di troppo troppissimo!!

Stiamo perdendo il piacere di conversare per farci conoscere. Nei nostri vari profili di social, di Fetlife o altri siti a tema basta dire.. sono una LG .. o sono un Daddy.. o sono le piùmilledisparatesigle, per identificarsi. E così si diffondono i vari Glossari, per tentare di chiarirsi un po' le idee.

Ve ne fornisco qui tre, casomai vi imbatteste in termini sconosciuti:
in italiano
in inglese
Ben fatto ma richiede registrazione a FetLife e al relativo Gruppo

Una persona andrebbe conosciuta per il carattere, la personalità, qualsiasi ruolo ricopra. E' gia così difficile trovare persone interessanti, se poi riduciamo il confronto al minimo.. cosa rimane?

Come ho spesso affermato in altri siti, io ridurrei il tutto a poche parole, per lasciare spazio alla conoscenza reciproca.
Di queste poche parole fornisco la mia personalissima opinione formatasi guardandomi dentro e alle spalle. Il mio pensiero ovviamente è rivolto ad entrambi i sessi (per comodità uso tutto al maschile).


  1. Dominante (D)
  2. subordinato (s)
  3. Master
  4. slave
  5. Switch
Dominante

Colui che nasce di indole e personalità dominante espressa non necessariamente in ambito BDSM. Può imparare ad esserlo o sviluppare questa capacità, magari anche attraverso il lavoro ma non necessariamente ci nasce. 
In ambiente BDSM, può non essere sadico e prediligere forme di dominazione soft. 
Può ambire al legame di appartenenza ma non è prettamente necessario.

subordinato

Colui che generalmente ha un'indole remissiva, generalmente non masochista (o lievemente), con limiti ben stabiliti difficilmente valicabili. 
Può ambire al legame di appartenenza ma non è prettamente necessario.

Master

Colui dotato di carattere dominante, ma anche maestro, guida. Nasce tale, fa parte del suo essere. 
Generalmente è anche sadico. 

Ricerca un legame di appartenenza.
Sottocategoria: Master zoppo. 
Master che non ha ancora trovato il proprio slave, per essere vicendevolmente completi. 


slave

Colui che generalmente ha un'indole forte, può non essere remissiva (anzi ritengo non debba esserlo). Generalmente è anche masochista e atto a superare i propri limiti dietro la guida del proprio Master. 
Nasce tale, fa parte del suo essere. 
Ricerca un legame di appartenenza.
Sottocategoria: slave zoppo. 
Slave che non ha ancora trovato il proprio Master, per essere vicendevolmente completi. 

Switch

Colui che a seconda dei momenti o delle persone è in grado di cambiare ruolo. Personalmente diffido un po' sull'esistenza di uno switch "50 e 50" perchè a mio avviso uno dei due ruoli prende il sopravvento sull'altro. C'è anche chi, secondo me, diventa tale perchè non trova la Persona che vorrebbe e quindi pur di vivere emozioni si improvvisa qualcos'altro che non è. 

Ecco, io non aggiungerei altro.. se non il consiglio di identificarsi in un ruolo e poi raccontare al nostro interlocutore tutte le variabili e gli arcobaleni che ci caratterizzano. 

Buon Ferragosto a Tutti!




sabato 11 agosto 2018

Sipario aperto: luci spente

E' trascorso oltre un anno dal mio ultimo post e molte cose, da allora, sono cambiate.

Anzitutto il 5 luglio 2017 mi sono tolta definitivamente il "suo" collare, con il timore di vederlo un secondo dopo averlo fatto.

No, non accadde, meglio cosi. Ma mi lasciò uno spiacevole strascico.

A settembre 2016 mi aveva vietato di toccarmi e conseguentemente di venire, tranne diverse disposizioni.
L'aprile successivo, dopo il post "Meglio chiudere il sipario" mi toccai per la prima volta, con la certezza di scoppiare in un orgasmo forte, potente. Non avvenne.
Riprovai nei giorni a seguire, ottenendo lo stesso risultato.
Riprovai ancora il 5 luglio, nulla.

Iniziò un senso di frustrazione.
Non capivo se era un blocco fisico (il divenire frigida) o mentale.

Continuai nel tempo, e pian piano, nel tempo riscoprii l'eccitazione sessuale, il che mi diede la certezza, quantomeno, di non avere un blocco fisico.
Insistevo, provavo, acquistai nuovi toys, compresa una bella Wand, ma nulla: arrivavo li vicino vicino, quasi all'apice e poi puff l'orgasmo si spegneva, o si sgonfiava come un palloncino, lasciandomi ancor più l'amaro in bocca.

Ebbene, oggi questa situazione è cambiata.

Grazie all'illuminazione di una Persona (che da ora chiamerò "M."), il 12 luglio 2018 (dopo soli 4 giorni di conoscenza) ebbi nuovamente il mio primo orgasmo. Dopo quasi 2 anni.

Per certi versi sembra quasi una rinascita.

Sembra non solo di iniziare un nuovo capitolo, ma addirittura scrivere un nuovo libro. Una copertina sbiadita, una piccola Premessa: "cammino" e il primo capitolo. Tutto da scrivere.

Nel corso di questo anno però, ebbi la necessità di raccogliere i pezzi di me.
Il puzzle che componeva me stessa era cambiato. Non avevo ben chiaro quanto fosse "la nuova me" e quanto invece fosse "influenza" del mio ex "Master".

Lo ringrazio comunque.

E' anche grazie a lui che oggi dò importanza a certi aspetti piuttosto che ad altri, e che evito certe situazioni, e che riconosco come "pericolosi" certi atteggiamenti messi in atto da alcuni Dom (o pseudo tali).
Positive o negative che siano, sono sempre esperienze.
  • Quello che cambierà per il blog è che smetterò di raccontarmi in terza persona. 
  • Smetterò di parlare di SL, perchè ho scelto di non vivere più il BDSM in esso.
  • Forse, se ne avrò voglia, non parlerò solo di BDSM, perchè i progressi, i cammini, riguardano me, a tutto tondo.
  • Potrà capitare che io faccia riferimenti ai siti che frequento abitualmente (social inclusi). 
  • Le mie foto rl subiranno a loro volta dei cambiamenti, non ancora completamente decisi. 
  • Sebbene io continui ad essere grata a TUTTE le persone che mi hanno affiancata e sostenuta nel cammino di scoperta di me stessa, non seguirò più a parlare "con le loro parole" ma unicamente con i miei pensieri e le mie opinioni. 
Ultimo, ma non per importanza: come già affermai in precedenza, questo blog nacque dal desiderio del mio ex "Master" di far conoscere i miei progressi (con lui).
Il blog continuerà ma senza alcun riferimento a lui.
E' il mio blog e renderò pubblico e condividerò quello che riterrò opportuno.

Lui, non è degno nemmeno di essere nominato. 


Let's get this party started!