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domenica 31 maggio 2020

PILLOLE: Consiglio per i/le novizi/e

Sento spesso parlare di gente che si butta nella mischia, quasi in modo incosciente, per poi rimanerne scottato o shockato. Altri che si affidano al primo che capita, con gli stessi risultati. Sia che il vostro BDSM sia solo un gioco o sia che ve lo sentiate dentro scorrere nelle vene, il mio personale consiglio è il seguente.

Informati, leggi tantissimo, senti pareri contrapposti e mixa tutto iniziando a fartene uno tuo. Frequenta Munch se puoi, dopo che hai già acquisito un'infarinatura di base. Leggi, leggi, leggi tantissimo. E scrivi di te. Nelle tue parole puoi trovare segreti inestimabili. Se ti va e se ti piacciono frequenta anche party, dove magari incontrerai chi hai conosciuto solo online. Prova ad immedesimarti in quello che vedi, ed osserva come il tuo corpo e la tua mente reagiscono.

Sii coscienzioso e rispettoso di te stesso e della tua salute.

Solo dopo, inizia a frequentare il tuo corrispettivo (Top o bottom che sia). Avrai modo, attraverso le conoscenze e le opinioni che ti sarai fatto, di scoprire se è la persona giusta per te. Ascolta anche cosa dicono di lui/lei coloro che ti hanno preceduto.
In caso contrario, sarai un po' come un coniglio in mezzo ad un branco di lupi.
Buona fortuna!!


venerdì 24 maggio 2019

La scuola di Luigi

Chi caspita è Luigi?

Bella domanda!! Beh che io sappia questo è l'unico documento che qualcuno troverà online riguardo Luigi e i suoi insegnamenti.

Occorre però che io faccia una breve premessa:
un po' di tempo fa ho conosciuto una tizia (che da ora in poi chiamerò Tizia) molto presente su Facebook, con un gruppo segreto e una pagina piuttosto seguita, presente con 3 profili diversi che le servono probabilmente per mostrarsi in Facebook attraverso contatti "reali" e contatti relativi al BDSM.

Inizialmente Tizia mi sembrava con un po' di sale in zucca (anche se di tanto in tanto alternava con comportamenti inusuali) e quindi ho deciso di fare domanda per entrare nel suo gruppo segreto. A poco a poco ci siamo conosciute più approfonditamente e mi ha raccontato di essere stata "allieva" di Luigi, il suo mentore, 21 anni prima, quando lei era appena 18enne, insieme al suo ragazzo di allora.

Ebbene, da quanto afferma Tizia, Luigi era un uomo di 58 anni italo-americano titolare di un'azienda per la quale viaggiava molto ed aveva appreso dalle varie culture i diversi tipi di sottomissione, facendosi un'idea personale di come sarebbe dovuto essere il rapporto BDSM e decise quindi, ben 21 anni fa, di iniziare ad insegnarlo proclamandosi (o facendosi proclamare) "mentore".
Sempre a detta di Tizia gli adepti contavano circa 60.000 in tutto il mondo anche se attualmente se ne contano solo una decina a Roma, perchè gli altri 59.990 si sono persi seguendo altre scuole di pensiero.
La scuola non venne mai "battezzata" con un nome, quindi tra loro decisero di chiamarla "La scuola di Luigi".

Pochi giorni dopo invitai il mio Master nel gruppo e in un post, a seguito di un rispettoso scambio di opinioni dove Mastro chiedeva maggiori informazioni riguardo Luigi, Tizia si è chiusa a riccio e ci ha espulsi dal gruppo.

Fatta questa premessa, è il momento di scoprire le regole che Tizia si è sentita di esprimere:

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? Il Dom.

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

7) Altre, di cui non ci è dato sapere.

Questo è quanto. Ah dimenticavo la cosa più importante: E' TUTTO UNA GRAN CRETINATA!!

Qualcuno forse si chiederà il motivo per cui ho deciso di scrivere un post come questo, dando forse (l'unica) visibilità a questa enorme cagata.

Perchè Tizia sta tentando di indottrinare persone meno esperte, difendendo a spada tratta la sua versione, o per lo meno, quella che ha imparato da Luigi, attraverso il suo gruppo di Facebook.
Per altruismo, perchè anche io sono stata novizia e per fortuna essendo cauta, ho sempre diffidato da chi voleva imporre il suo modo di vedere le cose.

A titolo informativo ho chiesto a diverse persone (romani e non, giovani e meno giovani, più o meno inserite nell'ambiente) su diversi siti, se abbiano mai sentito parlare di Luigi e della sua scuola. La risposta è stata NO su tutti i siti e da tutte le persone coinvolte.
Ipotizzando che questa scuola sia realmente esistita e che non siano le fantasie di Tizia per darsi tono e/o per destare curiosità, ci sono diversi aspetti che sono totalmente errati e su cui è necessario fare chiarezza.

Prima cagata: non esistono scuole di BDSM o corsi o lauree o master in cui una persona possa insegnare il "giusto" BDSM. 
Perchè?
Perchè il BDSM è uno stile di vita, che è insito in chi lo vive ed è SEMPRE soggettivo. Quello che può piacere a me, può non piacere a te e viceversa.
Le uniche regole esistenti sono quelle dettate dal buon senso, e dal rispetto della legge vigente.
Nessuno può arrogarsi il diritto di detenere le regole del BDSM, nè di stabilire cosa debba essere fatto e cosa no (sempre nel limite del rispetto del/i partner e della legge). Nessuno.
Conseguentemente, non possono esistere mentori, insegnanti o guru di una pluralità di persone.
L'unica eccezione consiste nei corsi per alcune pratiche, dalla verberazione al bondage per consentire di mettere in atto suddette pratiche in sicurezza e senza ledere al bottom. Ma non sono corsi di BDSM, sono corsi di pratiche.

Ma vediamo un po' di analizzare le regole di Luigi..

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? 

Secondo Tizia, citandola: "Esclusivamente il Dom.
La slave decide a chi appartenere, pone i limiti, blocca il gioco se necessario e se dice no e' no, non esiste Dom che tenga, ma sono solo 3 anni che ripeto la stessa cosa, e mi meraviglio ancora a leggere certe risposte.
Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa e puntualmente c'è ancora gente che mi risponde la Sleeve o entrambi il rapporto bilaterale Quello è sicuro perché per quanto ci sia un rapporto verticale il rapporto è bilaterale ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno."
Ed ancora:
"il rapporto ruota intorno alla necessità della Sleeve non del master è inutile che continuate a dire leggiamo libri su libri entrambi il rapporto è bilaterale No non è così."

Per prima la cosa, la domanda, così formulata è errata. 
Tutti coloro che si avvicinano al BDSM sanno (o dovrebbero sapere) che:

  • A Dom/Domme corrisponde sub
  • A Master/Mistress corrisponde slave
  • A DomDaddy corrispondono Little Girl e Baby Girl
  • A sadico corrisponde masochista. 
Chiedere chi tra Dom e slave è lo schiavo del rapporto è fare un miscuglio di una cosa non mischiabile. 
A domanda errata la risposta non può essere che errata. Eppure Luigi era un mentore!! 😂

A seconda, invece, della domanda corretta si avranno risposte differenti. 

Se fosse stata:
- Tra Dom e sub, la risposta corretta sarebbe stata nessuno dei due.
- Tra Master e slave, la risposta corretta sarebbe stata entrambi.

Esplico.
Dom e sub sono persone che possono esprimere la loro natura indipendentemente dall'ambito BDSM, possono essere dominanti o subordinati caratterialmente, con gli amici, con i colleghi e con i parenti. Se si incontrano in un rapporto BDSM entrambi hanno limiti oltre i quali non andranno, entrambi possono vivere il BDSM con o senza appartenenza, possono "limitarsi a giocare" con la consapevolezza che ognuno dei due non si metterà in discussione. L'unico interesse condiviso è quello di "giocare".
Il discorso riguardante i limiti poi ne è il fulcro. Il sub generalmente non è masochista, proprio perchè pone limiti sia sul dove si possa arrivare in una determinata pratica, sia sulla pratiche in sè. Non è disposto a superare se stesso, a mettersi in discussione, quindi l'essere masochista è nettamente in contrasto con questa figura.
Fondamentalmente potrebbero essere schiavi del loro personale interesse, quindi nel rapporto tra due, la risposta corretta è nessuno.

Master e slave al contrario non possono fare a meno dell'esistenza del loro corrispettivo. Entrambi generalmente hanno un carattere forte, non si potrebbe essere slave senza un carattere ben strutturato.
Sia il Master sia la slave rifiutano pratiche a loro non gradevoli, ma non pongono limiti nell'esecuzione delle altre, proprio perchè è caratteristica della slave quella di mettersi alla prova e tentare di superare i propri ostacoli. Per questo motivo la slave è generalmente anche masochista.
Ognuno dei due gode nel dare piacere all'altro (o non gode, nel caso di punizioni), entrambi perderebbero senso se non condividessero un rapporto con la controparte. Responsabilità e controllo sono principalmente nelle mani (e soprattutto nella testa) del Master, ma è grazie proprio a questo enorme potere ceduto dalla slave che il Master prova godimento, sia a livello mentale che fisico.
La slave si offre per appartenere al proprio Master, ma sarà quest'ultimo a decidere se accettare o meno l'offerta.
Per altro, è nella natura della slave quella di assecondare, o meglio cambiare opinione su determinate pratiche a lei ostiche, quindi se per esempio alla slave non piace una determinata pratica, il compito del Master è quello di riuscire a farle varcare quell'ostacolo (sempre che la pratica sia di gradimento al Master), e pian piano a farle desiderare e superare e successivamente apprezzare quello che non pensava di fare.
Quindi per rispondere alla domanda iniziale, chi è il vero schiavo del rapporto è entrambi, proprio grazie alla loro reciprocità.

Per quanto riguarda DD e LG/BG il discorso è molto simile a quello di Dom e sub, in questo ambito poi sono molto presenti le brat (ribelli) con l'unico scopo di ricercare la punizione che in questo caso è puro godimento sia per il Dom che per la LG/BG.

Per quanto riguarda sadici e masochisti puri il discorso si avvicina un po' di più a quello tra Master e slave. Il sadico senza il masochista non avrebbe ragion di esistere, quindi anche qui la risposta alla domanda sarebbe entrambi.

A questo punto mi stupisco di Luigi, che in tutta la sua "grandezza" abbia fatto un bel minestrone. O è anche possibile che la schiava prediletta, Tizia, non abbia ben compreso i suoi insegnamenti. 😊

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

A quanto pare Luigi era un gran furbacchione!!
Poteva essere carismatico, si, lo posso comprendere.
"Arruolare" teen ager con nessuna o minima conoscenza della materia, con la curiosità sessuale imperante soprattutto in un periodo in cui non c'era la diffusione mediatica di ora, ed indurre questi "ometti" a cedergli le rispettive "morose" per consentirgli di interagire.... beh.. astuto eh!! 😂

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

Da che mi risulti, come ho fatto anche notare a Tizia, il rito del the ha origini giapponesi.
In realtà, dovendomi documentare, ho scoperto che l'origine primaria fu cinese, poi adottata nel corso del XVI secolo ufficialmente anche in Giappone, in quella che viene chiamata Cha No Yu tradotta come Cerimonia del The.

Quello che distingue la Cha No Yu originale dal rito del the di Luigi (secondo quello che mi è stato spiegato da Tizia) è che la prima si svolge tra due o più persone, la seconda invece è riservata alla coppia D/s.
Dubito fortemente che tutto lo svolgimento, a partire da 5 giorni prima, per arrivare alle tre fasi del rito (pasto leggero, the denso e the leggero) venisse attuata anche dagli adepti di Luigi, ma Tizia non è entrata nello specifico.

Clicca qui per maggiori informazioni sulla Cerimonia del The.

Per altro, sarebbe opportuno presentarsi ad una sessione a stomaco vuoto (per ovvi motivi), quindi anche il pasto leggero previsto dalla cerimonia sarebbe fuori luogo.

Per quanto concerne invece il rito dell'accoglienza (escludendo quello cristiano cattolico) in ambito BDSM ho trovato solo tre accezioni diverse nel sito di Gabbia: la prima riguarda i clisteri, la seconda l'ospitalità e la terza la predisposizione della sub ad un rapporto orale.

Quindi mi immagino una scenetta nella quale la sub accoglie il proprio Dom nella sua casa, a culo esposto e bocca spalancata. Ecco! 😂😂😂

Accogliere secondo Gabbia

Ipotizzando che Luigi si riferisse per lo più all'ospitalità, beh dov'è la novità?

Credo che ognuno di noi, quando ospita qualcuno a casa propria (amici, parenti, colleghi, Dom), riordini casa e si renda presentabile.
Ma ripeto, non è stato spiegato questo rito quindi ipotizzare diventa inutile.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

Questa usanza in genere fa parte dei protocolli. E i protocolli in genere sono o impartiti unilateralmente dal Top, oppure concordati assieme alla bottom.
Non c'è ovviamente una regola precisa. E', come già detto, soggettivo.

Nel mio caso, ad esempio, in accordo con il mio precedente Master dovevo rivolgermi a tutti (Top o vanilla), in privato e in pubblico con il "Lei", fatta esclusione per gli altri bottom ai quali potevo rivolgermi con il "tu".
Con Mastro invece sin da subito mi è stato chiesto il "tu". Nel pormi con gli altri ho deciso autonomamente: in privato con il "Lei" (solo a Top), in pubblico con il "tu".

Alcuni ci tengono di più, altri meno, altri ancora per nulla.

In ogni caso Luigi non aveva inventato nulla nemmeno in questo senso, solo aveva obbligato i suoi adepti ad accettare ed agire come lui preferiva facessero.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.


Daemon Danes
Anche in questo caso, lasciar segni o portare segni è assolutamente soggettivo. Un buon fustigatore/spanker non si misura da questo. Ci sono persone a cui piace essere segnate e segnare e viceversa.
Personalmente per me il segno rappresenta il "suo" marchio. Guardare "la firma" del mio Master anche nei giorni a seguire è motivo di gioia, di orgoglio nel portarla. Se non riuscissi a sedermi per alcuni giorni, o a provare dolore nel farlo, sarebbe come riportarmi immediatamente e in modo molto potente al tempo trascorso con Lui, e sicuramente mi ecciterei al sol pensiero.

Poi ci sono bottom che non possono essere segnati, e questo è un altro discorso. Bottom con un'altra vita, un compagno, o un marito all'oscuro di tutto non possono portare segni, quindi il fatto di non lasciarli è come tentativo di non farsi scoprire.
Equivale a dire: aggirare il problema. Essere sinceri con il proprio partner no eh?? Troppa fifa??

Mi viene da pensare che Luigi frequentasse per lo più donne impegnate, sposate o accompagnate, in modo da "legittimare", con questa regola, il suo rapporto D/s.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

Cazzata pazzesca!! Non può esistere una votazione sulla bravura, per il semplice fatto che è l'affinità tra persone che la determina.
Per esempio: una persona che non può o non vuole essere legata per un rigger sarebbe da scartare in quanto incompatibile con lui. Non significa però che non sia una brava bottom, semplicemente sono incompatibili.

Chi cazzo era Luigi per determinare la bravura assoluta di un bottom?? Il genio del BDSM?? Un guru??

Se così fosse stato allora perchè nessuno nella comunità romana (esclusa Tizia) e nazionale lo conosce?
Se così fosse stato allora perchè non diffondere ad un pubblico più vasto i suoi insegnamenti, attraverso documenti scritti e/o sul web??
Se lo fosse stato allora perche i presunti 59.990 lo avrebbero abbandonato??

A me tutta sta storia fa pensare ad alcune ipotesi.

  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia abbia avuto un Dom con il quale si sia trovata tanto bene e che aveva quelle regole. Ipotizziamo che il rapporto sia terminato e che lei ora voglia un Dom che faccia lo stesso del precedente, e che si sia inventata la scuola di Luigi per trovare più facilmente il Dom a lei consono.
  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia non riesca a trovare il Dom adatto a lei e che usi questa storiella per darsi tono, per attirare l'attenzione, per mostrarsi esperta (ho fatto un corso 21 anni fa).
  • Ipotizziamo che Luigi e la sua scuola siano esistiti davvero. E qui il discorso si complica. Così formulata: la segretezza, i presunti (e irreali) 60.000, l'unico detentore della parola "giusta" nella figura di Luigi e gli alunni convinti fanno pensare a qualcosa di molto simile ad una setta. 
Le sette, molto più diffuse negli Stati Uniti rispetto all'Italia (ma in forte espansione), hanno una struttura riconoscibilissima e uguale per tutte. 
La struttura piramidale, un capo, un guru, un mentore carismatico, una catena di comando subordinazione e obbedienza, con regole che devono essere rispettate e messe in pratica. 

L'adepto, l'alunno, il seguace, è una persona che non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti e alla volontà del capo. 
E' per questo che è più semplice avvicinare persone giovani, o giovanissime, di un ceto medio, con poche conoscenze in materia, senza una struttura caratteriale formata e incapaci del pensiero logico e critico, persone che in genere hanno una carenza affettiva importante (spesso paterna), persone deboli o insoddisfatte o ancora persone in cerca di nuove emozioni. 

Il mentore, come già accennato, è una persona carismatica, egocentrica, eccelle nel lavoro (o riferisce di eccellere), è autoproclamante e persuasivo, dicendosi conoscitore della materia. Afferma di aver assimilato conoscenze nel corso della sua vita e aver scoperto la via ottimale per vivere quella determinata realtà (religiosa, culturale, sociale), per condurre poi i seguaci verso "nuovi orizzonti" di consapevolezza. Infine accentra su di sè la totale devozione, in termini di attenzione, amore, fedeltà. 
In questa ottica il capo, il leader può dare libero sfogo alla sua personalità dominante, manipolativa e attuare quello che è un vero e proprio abuso psicologico: il plagio. 

Per plagiare ovviamente si seguono degli schemi precisi, primo fra tutti far sentire importante, speciale, amata, la persona da plagiare. L'accoglienza, le attenzioni verso la persona sono fortissime, spesso atte a farla allontanare dalle frequentazioni esterne al gruppo settario. L'integrazione al gruppo e la conformità ad esso e alle sue regole farà in modo che in tempi abbastanza brevi il plagiato cambi il proprio atteggiamento nei confronti di chi è all'esterno del gruppo (frequentazioni di vecchi amici e parenti) e diventerà progressivamente sempre meno padrone delle proprie scelte e volontà. 
Una volta completata la metamorfosi, l'individuo è pronto a credere ciecamente agli insegnamenti impartiti dal leader, fino a compiere, talvolta, anche gesti estremi. 

Generalmente, al leader viene riconosciuta la piena autorità dai suoi seguaci ed egli può delegare alcuni compiti alle persone di sua fiducia, rendendole ancor più dipendenti e onorate di tale riconoscimento. All'interno del gruppo non vi sono segreti, ogni seguace deve rivelare tutto, mentre nei confronti degli estranei viene mantenuta la segretezza. 
Questo comporta nel seguace un duplice senso: l'appartenenza a qualcosa di esclusivo, e il contrasto con il mondo esterno, in contrapposizione con gli ideali e le regole "innovative" del gruppo settario. 
Detta in parole povere: il "giusto" all'interno del gruppo e lo "sbagliato" all'esterno. 

Secondo Steven Alan Hassan (consulente statunitense della salute mentale) "Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo - comportamento, pensieri, emozioni - e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualunque cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante." (Fonte: Steve Hassan, “Mentalmente liberi – come uscire da una setta”).


Definito tutto ciò e rileggendo le parole di Tizia, non trovate qualche (o troppe) similitudini?

"Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa ... ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno"


E se la pensi diversamente? O se fai troppe domande?? Fuori dal gruppo!! Non vogliamo gente pensante qui!! 😂😂😂



sabato 11 agosto 2018

Sipario aperto: luci spente

E' trascorso oltre un anno dal mio ultimo post e molte cose, da allora, sono cambiate.

Anzitutto il 5 luglio 2017 mi sono tolta definitivamente il "suo" collare, con il timore di vederlo un secondo dopo averlo fatto.

No, non accadde, meglio cosi. Ma mi lasciò uno spiacevole strascico.

A settembre 2016 mi aveva vietato di toccarmi e conseguentemente di venire, tranne diverse disposizioni.
L'aprile successivo, dopo il post "Meglio chiudere il sipario" mi toccai per la prima volta, con la certezza di scoppiare in un orgasmo forte, potente. Non avvenne.
Riprovai nei giorni a seguire, ottenendo lo stesso risultato.
Riprovai ancora il 5 luglio, nulla.

Iniziò un senso di frustrazione.
Non capivo se era un blocco fisico (il divenire frigida) o mentale.

Continuai nel tempo, e pian piano, nel tempo riscoprii l'eccitazione sessuale, il che mi diede la certezza, quantomeno, di non avere un blocco fisico.
Insistevo, provavo, acquistai nuovi toys, compresa una bella Wand, ma nulla: arrivavo li vicino vicino, quasi all'apice e poi puff l'orgasmo si spegneva, o si sgonfiava come un palloncino, lasciandomi ancor più l'amaro in bocca.

Ebbene, oggi questa situazione è cambiata.

Grazie all'illuminazione di una Persona (che da ora chiamerò "M."), il 12 luglio 2018 (dopo soli 4 giorni di conoscenza) ebbi nuovamente il mio primo orgasmo. Dopo quasi 2 anni.

Per certi versi sembra quasi una rinascita.

Sembra non solo di iniziare un nuovo capitolo, ma addirittura scrivere un nuovo libro. Una copertina sbiadita, una piccola Premessa: "cammino" e il primo capitolo. Tutto da scrivere.

Nel corso di questo anno però, ebbi la necessità di raccogliere i pezzi di me.
Il puzzle che componeva me stessa era cambiato. Non avevo ben chiaro quanto fosse "la nuova me" e quanto invece fosse "influenza" del mio ex "Master".

Lo ringrazio comunque.

E' anche grazie a lui che oggi dò importanza a certi aspetti piuttosto che ad altri, e che evito certe situazioni, e che riconosco come "pericolosi" certi atteggiamenti messi in atto da alcuni Dom (o pseudo tali).
Positive o negative che siano, sono sempre esperienze.
  • Quello che cambierà per il blog è che smetterò di raccontarmi in terza persona. 
  • Smetterò di parlare di SL, perchè ho scelto di non vivere più il BDSM in esso.
  • Forse, se ne avrò voglia, non parlerò solo di BDSM, perchè i progressi, i cammini, riguardano me, a tutto tondo.
  • Potrà capitare che io faccia riferimenti ai siti che frequento abitualmente (social inclusi). 
  • Le mie foto rl subiranno a loro volta dei cambiamenti, non ancora completamente decisi. 
  • Sebbene io continui ad essere grata a TUTTE le persone che mi hanno affiancata e sostenuta nel cammino di scoperta di me stessa, non seguirò più a parlare "con le loro parole" ma unicamente con i miei pensieri e le mie opinioni. 
Ultimo, ma non per importanza: come già affermai in precedenza, questo blog nacque dal desiderio del mio ex "Master" di far conoscere i miei progressi (con lui).
Il blog continuerà ma senza alcun riferimento a lui.
E' il mio blog e renderò pubblico e condividerò quello che riterrò opportuno.

Lui, non è degno nemmeno di essere nominato. 


Let's get this party started!


mercoledì 13 luglio 2016

Il primo passo - 22 Luglio 2015

I primi giorni a Sadiana furono intensi.

klita iniziò a frequentare un po' piu attivamente Sadiana, stando in compagnia di Alexia e mano a mano conoscere un po' la "famiglia" che ospita.

Master Djablo (Djablo Elton) è il Master di Babette (Babette Dragoone) e di Alexia, e tutti e tre, insieme a Mistress Suicide (Suicide Difference), sono gli Owner della Sim.

Babette sin da subito le fece notare alcuni atteggiamenti propri di una slave di proprietà, ai quali klita era mentalmente molto lontana e dei quali comprenderne l'approccio era a quel tempo pressochè impossibile.
Il primo incontro con Master Djablo fu già come primo approccio una mano tesa a darle aiuto, anche se non l'aveva conosciuta se non per qualche informazione passata da Alexia dell'incontro pomeridiano.

Quanti punti comuni trovava klita nel dialogare con Master Djablo, quanti insegnamenti anche solo in una serata e quante convinzioni che poi sono state messe in discussione.

klita era sempre stata convinta che per essere slave era necessario avere un carattere mansueto, accondiscendente, estremamente subordinato.
Questa convinzione era quella che più era in contrapposizione con se stessa, sapendo di essere, per sua stessa ammissione, "stracciaballe", forte, autonoma, indipendente, pignola, permalosa, e chissà quant'altro ancora e in ogni caso di avere un carattere complesso e difficilmente decifrabile o individuabile.
Fu per questo motivo che alcune sensazioni/desideri che aveva dentro di se da sempre, ovvero quello di donarsi totalmente ed esclusivamente ad una persona, erano in contrasto con la sua personalissima (e sbagliata) idea di slave.

Proprio quella primissima sera emersero alcuni concetti che l'aiutarono nel suo percorso di scoperta di se stessa ma anche dell'essere slave in termini generali.

klita desidera, con il consenso di chi si esprimerà di seguito, illustrarli qui. Per ricordarli costantemente e magari perchè possano essere d'aiuto a qualcuna/o che stia intraprendendo un cammino simile al suo.

Differenza tra sub e slave secondo Master Djablo:

㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): cosa ti aspetti da te stessa ?
klita Slade: prima di tutto, cosa principale di capirmi, di riconoscermi in quella che sono realmente
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): immagina un bivio
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): o sei A o sei B
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): A = sub che spesso entra in sfida con un dominante
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): B = Donna alla ricerca della sua forza attraverso il dolore , leggi painslave
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): una via esclude l'altra
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): ti premetto che io non amo i compromessi
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): non esiste il grigio per me
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): esiste un nero ed un bianco

la spiegazione che ne derivò fu ancor più esauriente

klita Slade: quello che intendo dire
klita Slade: è che io non so se sono solo maso
klita Slade: se sono maso e sub
klita Slade: e se sono maso e slave
babette Dragoone: maso e sub non è possibile
klita Slade: e se nel caso di maso mi sono scoperta da sola
babette Dragoone: sono due cose che non stanno insieme
klita Slade: mai?
babette Dragoone: sub no
klita Slade: perche?
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): io credo che una masochista non possa essere sub
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): perchè in pratica soddisfa il suo bisogno di dolore
klita Slade: e perche?
babette Dragoone: perchè una sub difficilmente accetta il dolore come una maso
babette Dragoone: pone limiti
babette Dragoone: non ha la necessità di andare oltre ad un tot e vincere se stessa
klita Slade: quello è il mio pane
klita Slade: mettermi alla prova

Nel corso di questa conversazione, come prima sera emersero altre considerazioni, che klita aveva dentro nel conoscere se stessa, ma che non sapeva "tradurre".
Cosi come lei era sicura di essere masochista grazie anche agli esperimenti che si era autoindotta, allo stesso modo non poteva capire se era slave se non si fosse rapportata ad un Dom, e se non si fosse "letta" attraverso lui. E conoscendosi, sapendo il carattere complesso che si ritrova, non sapeva se lo stesso si potesse conciliare con l'essere slave.

babette Dragoone: quello che credo non abbia ancora capito è se, nel suo essere maso
babette Dragoone: possa accettare una dominanza
klita Slade: esatto babette
klita Slade: e da sola
klita Slade: non ci riesco
babette Dragoone: non può
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): non puoi
klita Slade: esatto
babette Dragoone: ma vede
klita Slade: ed è il mio cruccio
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): ti ci vuole un carattere forte
babette Dragoone: quello è solo un discorso caratteriale
babette Dragoone: se trova il carattere dall'altra parte in grado di entrarle dentro
babette Dragoone: allora è tutto naturale

e

babette Dragoone: le posso dare un consiglio spassionato?
klita Slade: certo babette
klita Slade: ti ringrazio se lo fai, anzi
babette Dragoone: io, fossi in lei, non mi accanirei troppo a capire se è o non è slave
klita Slade: state spendendo tempo per me, quindi mi pare doveroso ringraziare tutti
babette Dragoone: perchè non è la cosa fondamentale
babette Dragoone: lei di se stessa sa già a sufficienza
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): no tranquilla poi arriva il conto
O (alexia.elcano): lol
klita Slade: -.-'
babette Dragoone: sa di essere masochista e che il suo masochismo la fa stare bene
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): ma attenta
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): attente bene
babette Dragoone: quindi soddisfi questa sua indole
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): lei sa di essere masochista per la sua mano
babette Dragoone: se poi arriverà la persona giusta , slave lo sarà di conseguenza


Le ultime parole di Babette erano esaurienti e sarebbero potute essere sufficienti per klita se il suo disagio interiore non le chiedesse risposte in un modo talmente prepotente che a tratti pareva farla impazzire. Necessitava di risposte prima di trovare la persona giusta, per ritrovare se stessa, o trovarla finalmente per la prima volta, come se fosse una sorta di rinascita.
Pochi minuti prima che andassero tutti a dormire, Master Djablo dispensò l'ultimo, per quella serata, consiglio.

㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): tu cerca solo di crederci
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): e troverai quello che ti serve
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): ma non ostinarti a trovare risposte da sola
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): sono risposte che avrai solo quando non sarai piu sola
klita Slade: no, almeno ho capito in questo ultimo periodo
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): io ti suggerirei una via
klita Slade: che è solo attraverso QUELLO giusto, che scoprirò me stessa
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): scrivi
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): scrivi di te
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): quando troverai chi legge e capisce
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): avrai trovato la persona giusta
klita Slade: :)
klita Slade: grazie
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): fatti leggere
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): a volte dentro abbiamo tesori che nemmeno sappiamo
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): ormai nessuno legge
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): perchè credono di sapere tutto
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): se qualcuno lo farà
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): sarai sulla buona strada
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): scrivi donna
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): scrivi del tuo masochismo
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): nel peggiore dei casi farai un bel libro
klita Slade: in effetti.. io ho sempre avuto.. timore di "scoprirmi"
babette Dragoone: guardarsi allo specchio è sempre difficile

Ed infine i saluti, di quelle persone che tanto l'avevano intimorita.

babette Dragoone: buonanotte Klita, quando vuoi siamo qui e sei la benvenuta
klita Slade: buon riposo :)
O (alexia.elcano): vado
O (alexia.elcano): Buonanotte
babette Dragoone: a presto
klita Slade: ciao alexia grazie ancora
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): siamo quì klita
babette Dragoone: grazie della piacevole conversazione
klita Slade: si... grazie a voi
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): quando vuoi sei graditissima
klita Slade: mi ci voleva
klita Slade: :)
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): non tutta sl è un niente
klita Slade: gia.. avevo timore oggi a venire qui
klita Slade: poi ho preso coraggio
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): noi siamo creativi
klita Slade: e guarda guarda, scoperta
㊎ Djablo ㊔ (djablo.elton): ma non mordiamo nessuno
klita Slade: non mi avete mangiata XD
klita Slade: appunto


Da questa conversazione klita iniziò a pensare veramente di scrivere di se, anche per leggersi; per certi versi, di finire di compiangersi; per scoprirsi, a se stessa e al mondo; per leggersi e far leggere tra le righe.
Creò direttamente in Second Life una nota nominandola senza pensarci più di tanto, che però nel tempo assunse un duplice significato: "Parto": come punto di partenza, un foglio vuoto da riempire, ma anche qualcosa che poi prendesse vita, come una gestazione ed una, successiva,  nascita.
Man mano che scavava nella sua personalissima introspezione, definì i titoli dei capitoli:


  1. Inside&Outside
  2. Yesterday
  3. Nerver Again
  4. I'm looking for myself
  5. You
I primi tre inediti sono già a disposizione su questo blog, i restanti due.... seguiranno l'avanzare della storia di klita :)