venerdì 17 gennaio 2020

PILLOLE: Essere troia e fare la troia

Dopo parecchio tempo di silenzio, ho deciso di inaugurare una sorta di Rubrica. Uno spazio per sviscerare argomenti importanti, ma che non necessitano di una analisi completa: Pillole, per l'appunto.

Inizio oggi con un argomento che mi sta "colpendo" in questi giorni, a seguito di una persona che sto imparando a conoscere e dalla quale presto mi allontanerò.
Buona lettura!

Partendo dal presupposto che ogni slave è fondamentalmente troia (altrimenti l'appellativo "cagna" non avrebbe senso) c'è una sostanziale differenza tra l'esserlo e farlo.

Essere troia o cagna significa essere una persona disinibita, alla quale piace vivere il proprio essere per e con una persona che lei ritiene il destinatario della sua troiaggine. Essere troia/cagna per un Master significa non aver timore di lasciarsi andare, anche nelle porcaggini più estreme, di seguirlo e di condividere insieme a lui fantasie e pratiche, sorridendo di esse e delle soddisfazioni con lui ottenute.
Non c'è malizia, non ci sono step studiati a tavolino da seguire, è semplicemente parte del proprio essere.
Essere troia si esprime quindi solo e soltanto nei confronti di quella determinata persona.

Fare la troia, al contrario, è un mezzo per ottenere qualcosa dall@ person@ alla quale l'attenzione è rivolta, solo come strumento di scambio.
E' una sorta di transazione, si fa la troia per ottenere un risultato. Non c'è nulla di emotivo, nessuna connessione specifica, se non un obiettivo da raggiungere.
Allora si fa la troia per ricevere soldi, sesso, attenzioni e compensare le proprie voglie.
Non è qualcosa di condiviso, è mero raggiungimento dei propri bisogni egocentrici.
Fare la troia è un atteggiamento che si impara, si affina e di solito è rivolto a più persone, perchè le voglie e i desideri egocentrici sono di varia natura (come detto prima soldi, sesso, attenzioni, ecc ecc).
Tutto il procedimento malizioso nel quale fare la troia si esplica è studiato con step precisi, a partire dal provocare senza mai fare (o facendo pochi) passi verso le "vittime" alimentando così il loro desiderio e facendoli cadere nella trappola del "corteggiamento". In parole povere significa fare la difficile (sempre continuando a maliziare) o fingere di non riuscire a fare una cosa (che potrebbe far benissimo) per ingannare la vittima, in modo che nel momento in cui la vittima riceve una briciola la interpreti come un tesoro e si comporti di conseguenza. E' pura manipolazione. 

Essere troia è una caratteristica delle/degli slave. Fare la troia no. 

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