domenica 31 maggio 2020

PILLOLE: Consiglio per i/le novizi/e

Sento spesso parlare di gente che si butta nella mischia, quasi in modo incosciente, per poi rimanerne scottato o shockato. Altri che si affidano al primo che capita, con gli stessi risultati. Sia che il vostro BDSM sia solo un gioco o sia che ve lo sentiate dentro scorrere nelle vene, il mio personale consiglio è il seguente.

Informati, leggi tantissimo, senti pareri contrapposti e mixa tutto iniziando a fartene uno tuo. Frequenta Munch se puoi, dopo che hai già acquisito un'infarinatura di base. Leggi, leggi, leggi tantissimo. E scrivi di te. Nelle tue parole puoi trovare segreti inestimabili. Se ti va e se ti piacciono frequenta anche party, dove magari incontrerai chi hai conosciuto solo online. Prova ad immedesimarti in quello che vedi, ed osserva come il tuo corpo e la tua mente reagiscono.

Sii coscienzioso e rispettoso di te stesso e della tua salute.

Solo dopo, inizia a frequentare il tuo corrispettivo (Top o bottom che sia). Avrai modo, attraverso le conoscenze e le opinioni che ti sarai fatto, di scoprire se è la persona giusta per te. Ascolta anche cosa dicono di lui/lei coloro che ti hanno preceduto.
In caso contrario, sarai un po' come un coniglio in mezzo ad un branco di lupi.
Buona fortuna!!


martedì 26 maggio 2020

PILLOLE: Masochismo nel BDSM

I rapporti BDSM e più in particolare i rapporti Master-Mistress/slave si fondano sul Masochismo (e nel suo corrispettivo Sadismo).

Clinicamente, il masochismo è stato per lungo tempo considerato una devianza, una patologia da "correggere" a livello psichiatrico. Nel tempo le cose sono cambiate e sono state definite in quello che viene indicato come DSM-5. Per approfondimenti leggere in calce. 

In questa sede desidero solamente spiegare in cosa consiste il Masochismo nel BDSM.
Esso è composto da due categorie:
• Masochismo fisico
• Masochismo psicologico

Masochismo fisico
Facile a dirsi: l@ slave riceve piacere/gode attraverso il dolore fisico (non autolesionistico). Per farla breve se ci si chiude il dito in un cassetto non si prova piacere, anzi al contrario magari il tutto viene colorito da qualche imprecazione. Nel caso invece in cui un Top sadico impartisca il dolore all@ slave, allora non solo questo crea eccitazione, ma spesso è anche il veicolo per raggiungere l'orgasmo.

Masochismo psicologico
E' caratterizzato dalle umiliazioni. Nel mondo vanilla molte espressioni verbali (cagna, troia, ecc.) così come alcune pratiche vengono considerate umilianti. Nel BDSM, l@ slave non ha la stessa percezione. Comprende che nel mondo vanilla siano pratiche/espressioni umilianti ma non le vive (nel suo rapporto M/s) come tali. Ecco quindi che essere chiamata "cagna" dal proprio Top, o ricevere sputi, o pissing, o essere esibita in pubblico in quelle che si potrebbero considerare situazioni imbarazzanti vengono vissute con piacere ed orgoglio, causando anch'esse eccitazione.

Per approfondimenti su DSM-5:
Parafilia: Definizione e Differenze con il disturbo parafilico
Lista delle parafilie
American Psychiatric Association: DSM-5
Facebook DSM-5 Pagina Italiana
DSM-5 In rete


domenica 1 marzo 2020

Piacere, sono un Narcisista Patologico maligno

E' un testo tratto da web, quindi non ha nessun mio contributo se non, forse, un minimo di formattazione.

Ci sono cascata di nuovo. Ma la consapevolezza aiuta. E ci si rialza. Grazie a tutte le amiche che mi stanno supportando (e sopportando) in questo periodo. Un bacio a tutte voi! 😘

Attenzione a tutte, perchè i narcisisti patologici si mischiano facilmente in mezzo ai Master, la cessione del potere, il controllo, la dominanza. E' quello che ricercano e noi slave gliele offriamo su un piatto d'argento. Un narcisista patologico non è un Master, è solo un abile attore.

ECCO COSA TI ASPETTA.

1. Ti farò sentire la persona più fortunata di questo mondo. Ti farò toccare il cielo con un dito, ti farò volare così in alto che ti sembrerà di essere finita dentro una favola. Grazie a me proverai emozioni mai provate, ti farò battere il cuore così forte come non ti è mai successo prima di me, ti farò sognare e sperare con le lacrime agli occhi, ti farò provare un'euforia di tale intensità che ti sembrerà di essere pazza. Quello che ancora non sai è che arriverai a maledire il giorno in cui mi hai conosciuto, che ti farò cadere così in basso e così rovinosamente che non vorrai più vivere. Quello sarà il prezzo da pagare per il tempo e le cure che mi avrai dedicato.

2. Tutto quello che mi dirai, prima o poi verrà usato contro di te. Raccoglierò attentamente tutti i tuoi dati sensibili, studierò le tue debolezze, i tuoi valori morali, la tua capacità di sacrificio e, ogni volta che mi farà comodo, userò tutto quello che so su di te per farti sentire in colpa, manipolarti, minacciarti e distruggerti.

3. Ti farò fare cose mai fatte prima nella tua vita. Se non sai cosa significa gelosia e sei sempre stata per la fiducia totale e rispetto della privacy, ti trasformerò in una pazza paranoica che frugherà nelle mie tasche, passerà giornate intere in lacrime in attesa di un messaggio o una chiamata, controllando ossessivamente i miei accessi su Facebook, Messenger, WhatsApp etc. Ti farò sentire una persona insicura, brutta, inferiore, inadeguata, pazza, non degna di me, ti farò patire le pene d'inferno e vivere nel dubbio di avere delle rivali ad ogni angolo, ti farò perdere tempo, soldi, sonno, serenità e, infine, stima di te stessa.

4. Ti farò impazzire con il mio eloquio polemico e inconcludente, con i miei equilibrismi verbali, con i miei silenzi calcolati, con la mia freddezza e umiliazioni, che si alterneranno ai sempre più rari momenti di pace. Mentirò sempre e comunque, racconterò versioni ribaltate sulle mie ex, di cui parlerò male all'inizio (psicopatiche, stalker, isteriche, ossessive, soffocanti, ingiuste, fallite etc.) per farti sentire unica e speciale e poi ne parlerò bene alla fine (pazienti, tolleranti, ricche, buone, capaci, generose etc) per farti sentire una nullità.

5. Ti farò tremare, piangere e vivere nell'ansia costante, ti farò credere ogni giorno di aver sbagliato qualcosa, ti porterò a fingere, a tacere, a stare attenta a ogni tuo gesto e ogni tua parola rivolti a me; ti farò arrivare a chiedermi scusa anche perché respiri, mentre mi terrò il diritto di prenderti in giro, mentirti, tradirti, umiliarti ed insultarti e mai ti chiederò scusa per tutto ciò. Minimizzerò ogni mio errore (anzi, io di errori non ne faccio) e ne esagererò ogni tuo, negherò anche davanti all'evidenza i fatti avvenuti e le parole dette; quando ne avrò bisogno distorcerò la realtà con tale virtuosismo, che tu non sarai più sicura dei tuoi stessi sensi e dei tuoi ricordi.

6. Ti farò sentire sbagliata in qualunque caso: che tu mi ami o rispetti troppo o poco, che tu sia aperta, estroversa, impulsiva o chiusa, introversa e riflessiva. Ti farò vivere sulle spine e, con il tempo, ti farò cadere in depressione e malessere fisico.

7. Mentre sarò occupato a disintegrare la tua personalità, arruolerò parallelamente le nuove leve di vittime con cui ripeterò tutte le fasi perverse del mio rapporto con te e con cui tramerò contro di te quando sarai prossima a essere scaricata.

8. Ti farò sentire colpevole della rottura e di ogni cosa andata male nel nostro rapporto. Ti farò sentire responsabile delle mie bugie e dei miei tradimenti, ti farò provare l'orrore del sentirti morta dentro (in pratica la condizione in cui io vivo perennemente). Ti porterò via ogni cosa che non posso avere io (valori morali, positività, stabilità, affetti familiari e amicizie sincere) e che non sono in grado di provare (amore, gioia di vivere, rispetto, fiducia nel prossimo etc). Distruggerò tutto ciò che possiedi di bello, e in cambio ti darò solo cose brutte: sofferenza, negatività, cinismo, dolore, risentimento, amarezza, apatia, rabbia, dubbi, sensi di colpa e voglia di morire.

9. Quando ti avrò prosciugata e non avrai più nulla da offrire, ti butterò fuori dalla mia vita come un oggetto vecchio, rotto e inutile e ti sostituirò con un'altra vittima, più interessante in quel momento perché ancora piena di vita, di gioia e di speranza.

10. Ti infliggerò dolore, sarà questa la punizione più dura per esserti permessa di aver conosciuto il vero me.

11. Se ti vedrò tornare a sorridere alla vita ed essere di nuovo felice, lo prenderò come un affronto personale perché significherà che non mi pensi più, quindi tornerò sui miei passi e cercherò di annientarti di nuovo.

12. Quello che dovresti sapere è che qualunque cosa io dica o faccia, è valida solo ed esclusivamente in quel preciso momento. Non ho tutte le tue seghe mentali (valori morali, sentimenti, profonde convinzioni e idee radicate su qualcosa), dentro di me ho tutto e il contrario di tutto, e non mi faccio problemi a contraddirmi, a cambiare versione su qualunque cosa in caso di necessità. Dunque tu parti svantaggiata.

13. Dopo l'esperienza con me imparerai che le parole non valgono niente, che i sentimenti possono essere recitati, che per fare del male a qualcuno non è necessario avere un motivo. Proverai sulla tua pelle il male gratuito e perverso.

14. Se riuscirai a sopravvivere alla devastazione della tua vita e del tuo essere che avrò prodotto, un giorno mi ringrazierai per averti resa più forte e per averti insegnato ESATTAMENTE CIÒ CHE NON VUOI ESSERE: UN MORTO VIVENTE.

IO SONO UN MORTO VIVENTE.







mercoledì 26 febbraio 2020

DifferenzE tra sub e slave

Sebbene io abbia già fatto un post sulle principali differenze tra i vari ruoli qui sembra che il popolo BDSM attuale non conosca affatto i principi base, facendo un minestrone di termini e concetti, solo perchè forse li hanno letti da qualcuno e li ripetono a pappagallo, senza ragionarci autonomamente.

Una teoria che recentemente ho risentito dopo tanto tempo (e sinceramente speravo di non sentire più) è che "il/la sub è tale perchè senza Padrone, mentre quando lo trova diventa slave". E per validare la sciocchezza appena detta è stato aggiunto:
  "Un laureato in legge non è un avvocato"

Ma per davvero?? Vogliamo paragonare uno stato del carattere con l'istruzione acquisita?

L'essere slave, è una qualità caratteriale. Un bisogno dell'anima. Non si impara, lo si è. Così come si nasce con gli occhi azzurri e quelli rimarranno per tutto il corso dell'esistenza.

Una persona che decide di iscriversi alla facoltà di legge, si laurea e attraverso lo studio acquisito e gli esami sostenuti e superati diventa avvocato, acquisisce un livello di istruzione. Non è un bisogno dell'anima, è cultura. Qualcosa che si apprende.




Detta questa premessa e posto che:
- la schiavitù è stata abolita;
- tutti i soggetti coinvolti nei rapporti BDSM hanno limiti che devono essere rispettati;
ecco le principali differenze.


SUB SLAVE
Chi è il suo corrispettivo? Dom/Domme Master/Mistress
Cosa vuole soddisfare? Il suo piacere Il piacere del/la Master/Mistress
Il soddisfacimento del piacere è prevalentemente: Fisico Mentale, poi fisico
Cosa gli interessa? Le pratiche Il legame
Qual è lo scopo del rapporto? Giocare con quello che pensa
che gli/le piaccia
Esplorare se stessi, crescere, seguire il/la Master/Mistress
Ha limiti? SI SI
Molti? SI NO
Pone restrizioni alle pratiche accettate? SI NO
Cede il potere? SI SI
In modo totale (nel rispetto dei limiti)? SI SI
E' masochista? SI, ma con restrizioni SI
Ha un carattere strutturalmente forte? non necessariamente SI
E' di indole remissiva? SI (eccezione per le brat) NO
E' un player? SI NO
Si mette in discussione per superare i propri tabù? NO SI
Segue un percorso con il corrispettivo? NO SI
E' uno stato che si impara? SI NO
Può smettere di essere tale? SI NO








venerdì 17 gennaio 2020

PILLOLE: Essere troia e fare la troia

Dopo parecchio tempo di silenzio, ho deciso di inaugurare una sorta di Rubrica. Uno spazio per sviscerare argomenti importanti, ma che non necessitano di una analisi completa: Pillole, per l'appunto.

Inizio oggi con un argomento che mi sta "colpendo" in questi giorni, a seguito di una persona che sto imparando a conoscere e dalla quale presto mi allontanerò.
Buona lettura!

Partendo dal presupposto che ogni slave è fondamentalmente troia (altrimenti l'appellativo "cagna" non avrebbe senso) c'è una sostanziale differenza tra l'esserlo e farlo.

Essere troia o cagna significa essere una persona disinibita, alla quale piace vivere il proprio essere per e con una persona che lei ritiene il destinatario della sua troiaggine. Essere troia/cagna per un Master significa non aver timore di lasciarsi andare, anche nelle porcaggini più estreme, di seguirlo e di condividere insieme a lui fantasie e pratiche, sorridendo di esse e delle soddisfazioni con lui ottenute.
Non c'è malizia, non ci sono step studiati a tavolino da seguire, è semplicemente parte del proprio essere.
Essere troia si esprime quindi solo e soltanto nei confronti di quella determinata persona.

Fare la troia, al contrario, è un mezzo per ottenere qualcosa dall@ person@ alla quale l'attenzione è rivolta, solo come strumento di scambio.
E' una sorta di transazione, si fa la troia per ottenere un risultato. Non c'è nulla di emotivo, nessuna connessione specifica, se non un obiettivo da raggiungere.
Allora si fa la troia per ricevere soldi, sesso, attenzioni e compensare le proprie voglie.
Non è qualcosa di condiviso, è mero raggiungimento dei propri bisogni egocentrici.
Fare la troia è un atteggiamento che si impara, si affina e di solito è rivolto a più persone, perchè le voglie e i desideri egocentrici sono di varia natura (come detto prima soldi, sesso, attenzioni, ecc ecc).
Tutto il procedimento malizioso nel quale fare la troia si esplica è studiato con step precisi, a partire dal provocare senza mai fare (o facendo pochi) passi verso le "vittime" alimentando così il loro desiderio e facendoli cadere nella trappola del "corteggiamento". In parole povere significa fare la difficile (sempre continuando a maliziare) o fingere di non riuscire a fare una cosa (che potrebbe far benissimo) per ingannare la vittima, in modo che nel momento in cui la vittima riceve una briciola la interpreti come un tesoro e si comporti di conseguenza. E' pura manipolazione. 

Essere troia è una caratteristica delle/degli slave. Fare la troia no. 

venerdì 24 maggio 2019

La scuola di Luigi

Chi caspita è Luigi?

Bella domanda!! Beh che io sappia questo è l'unico documento che qualcuno troverà online riguardo Luigi e i suoi insegnamenti.

Occorre però che io faccia una breve premessa:
un po' di tempo fa ho conosciuto una tizia (che da ora in poi chiamerò Tizia) molto presente su Facebook, con un gruppo segreto e una pagina piuttosto seguita, presente con 3 profili diversi che le servono probabilmente per mostrarsi in Facebook attraverso contatti "reali" e contatti relativi al BDSM.

Inizialmente Tizia mi sembrava con un po' di sale in zucca (anche se di tanto in tanto alternava con comportamenti inusuali) e quindi ho deciso di fare domanda per entrare nel suo gruppo segreto. A poco a poco ci siamo conosciute più approfonditamente e mi ha raccontato di essere stata "allieva" di Luigi, il suo mentore, 21 anni prima, quando lei era appena 18enne, insieme al suo ragazzo di allora.

Ebbene, da quanto afferma Tizia, Luigi era un uomo di 58 anni italo-americano titolare di un'azienda per la quale viaggiava molto ed aveva appreso dalle varie culture i diversi tipi di sottomissione, facendosi un'idea personale di come sarebbe dovuto essere il rapporto BDSM e decise quindi, ben 21 anni fa, di iniziare ad insegnarlo proclamandosi (o facendosi proclamare) "mentore".
Sempre a detta di Tizia gli adepti contavano circa 60.000 in tutto il mondo anche se attualmente se ne contano solo una decina a Roma, perchè gli altri 59.990 si sono persi seguendo altre scuole di pensiero.
La scuola non venne mai "battezzata" con un nome, quindi tra loro decisero di chiamarla "La scuola di Luigi".

Pochi giorni dopo invitai il mio Master nel gruppo e in un post, a seguito di un rispettoso scambio di opinioni dove Mastro chiedeva maggiori informazioni riguardo Luigi, Tizia si è chiusa a riccio e ci ha espulsi dal gruppo.

Fatta questa premessa, è il momento di scoprire le regole che Tizia si è sentita di esprimere:

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? Il Dom.

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

7) Altre, di cui non ci è dato sapere.

Questo è quanto. Ah dimenticavo la cosa più importante: E' TUTTO UNA GRAN CRETINATA!!

Qualcuno forse si chiederà il motivo per cui ho deciso di scrivere un post come questo, dando forse (l'unica) visibilità a questa enorme cagata.

Perchè Tizia sta tentando di indottrinare persone meno esperte, difendendo a spada tratta la sua versione, o per lo meno, quella che ha imparato da Luigi, attraverso il suo gruppo di Facebook.
Per altruismo, perchè anche io sono stata novizia e per fortuna essendo cauta, ho sempre diffidato da chi voleva imporre il suo modo di vedere le cose.

A titolo informativo ho chiesto a diverse persone (romani e non, giovani e meno giovani, più o meno inserite nell'ambiente) su diversi siti, se abbiano mai sentito parlare di Luigi e della sua scuola. La risposta è stata NO su tutti i siti e da tutte le persone coinvolte.
Ipotizzando che questa scuola sia realmente esistita e che non siano le fantasie di Tizia per darsi tono e/o per destare curiosità, ci sono diversi aspetti che sono totalmente errati e su cui è necessario fare chiarezza.

Prima cagata: non esistono scuole di BDSM o corsi o lauree o master in cui una persona possa insegnare il "giusto" BDSM. 
Perchè?
Perchè il BDSM è uno stile di vita, che è insito in chi lo vive ed è SEMPRE soggettivo. Quello che può piacere a me, può non piacere a te e viceversa.
Le uniche regole esistenti sono quelle dettate dal buon senso, e dal rispetto della legge vigente.
Nessuno può arrogarsi il diritto di detenere le regole del BDSM, nè di stabilire cosa debba essere fatto e cosa no (sempre nel limite del rispetto del/i partner e della legge). Nessuno.
Conseguentemente, non possono esistere mentori, insegnanti o guru di una pluralità di persone.
L'unica eccezione consiste nei corsi per alcune pratiche, dalla verberazione al bondage per consentire di mettere in atto suddette pratiche in sicurezza e senza ledere al bottom. Ma non sono corsi di BDSM, sono corsi di pratiche.

Ma vediamo un po' di analizzare le regole di Luigi..

1) Tra Dom e slave chi è effettivamente lo schiavo del rapporto? 

Secondo Tizia, citandola: "Esclusivamente il Dom.
La slave decide a chi appartenere, pone i limiti, blocca il gioco se necessario e se dice no e' no, non esiste Dom che tenga, ma sono solo 3 anni che ripeto la stessa cosa, e mi meraviglio ancora a leggere certe risposte.
Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa e puntualmente c'è ancora gente che mi risponde la Sleeve o entrambi il rapporto bilaterale Quello è sicuro perché per quanto ci sia un rapporto verticale il rapporto è bilaterale ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno."
Ed ancora:
"il rapporto ruota intorno alla necessità della Sleeve non del master è inutile che continuate a dire leggiamo libri su libri entrambi il rapporto è bilaterale No non è così."

Per prima la cosa, la domanda, così formulata è errata. 
Tutti coloro che si avvicinano al BDSM sanno (o dovrebbero sapere) che:

  • A Dom/Domme corrisponde sub
  • A Master/Mistress corrisponde slave
  • A DomDaddy corrispondono Little Girl e Baby Girl
  • A sadico corrisponde masochista. 
Chiedere chi tra Dom e slave è lo schiavo del rapporto è fare un miscuglio di una cosa non mischiabile. 
A domanda errata la risposta non può essere che errata. Eppure Luigi era un mentore!! 😂

A seconda, invece, della domanda corretta si avranno risposte differenti. 

Se fosse stata:
- Tra Dom e sub, la risposta corretta sarebbe stata nessuno dei due.
- Tra Master e slave, la risposta corretta sarebbe stata entrambi.

Esplico.
Dom e sub sono persone che possono esprimere la loro natura indipendentemente dall'ambito BDSM, possono essere dominanti o subordinati caratterialmente, con gli amici, con i colleghi e con i parenti. Se si incontrano in un rapporto BDSM entrambi hanno limiti oltre i quali non andranno, entrambi possono vivere il BDSM con o senza appartenenza, possono "limitarsi a giocare" con la consapevolezza che ognuno dei due non si metterà in discussione. L'unico interesse condiviso è quello di "giocare".
Il discorso riguardante i limiti poi ne è il fulcro. Il sub generalmente non è masochista, proprio perchè pone limiti sia sul dove si possa arrivare in una determinata pratica, sia sulla pratiche in sè. Non è disposto a superare se stesso, a mettersi in discussione, quindi l'essere masochista è nettamente in contrasto con questa figura.
Fondamentalmente potrebbero essere schiavi del loro personale interesse, quindi nel rapporto tra due, la risposta corretta è nessuno.

Master e slave al contrario non possono fare a meno dell'esistenza del loro corrispettivo. Entrambi generalmente hanno un carattere forte, non si potrebbe essere slave senza un carattere ben strutturato.
Sia il Master sia la slave rifiutano pratiche a loro non gradevoli, ma non pongono limiti nell'esecuzione delle altre, proprio perchè è caratteristica della slave quella di mettersi alla prova e tentare di superare i propri ostacoli. Per questo motivo la slave è generalmente anche masochista.
Ognuno dei due gode nel dare piacere all'altro (o non gode, nel caso di punizioni), entrambi perderebbero senso se non condividessero un rapporto con la controparte. Responsabilità e controllo sono principalmente nelle mani (e soprattutto nella testa) del Master, ma è grazie proprio a questo enorme potere ceduto dalla slave che il Master prova godimento, sia a livello mentale che fisico.
La slave si offre per appartenere al proprio Master, ma sarà quest'ultimo a decidere se accettare o meno l'offerta.
Per altro, è nella natura della slave quella di assecondare, o meglio cambiare opinione su determinate pratiche a lei ostiche, quindi se per esempio alla slave non piace una determinata pratica, il compito del Master è quello di riuscire a farle varcare quell'ostacolo (sempre che la pratica sia di gradimento al Master), e pian piano a farle desiderare e superare e successivamente apprezzare quello che non pensava di fare.
Quindi per rispondere alla domanda iniziale, chi è il vero schiavo del rapporto è entrambi, proprio grazie alla loro reciprocità.

Per quanto riguarda DD e LG/BG il discorso è molto simile a quello di Dom e sub, in questo ambito poi sono molto presenti le brat (ribelli) con l'unico scopo di ricercare la punizione che in questo caso è puro godimento sia per il Dom che per la LG/BG.

Per quanto riguarda sadici e masochisti puri il discorso si avvicina un po' di più a quello tra Master e slave. Il sadico senza il masochista non avrebbe ragion di esistere, quindi anche qui la risposta alla domanda sarebbe entrambi.

A questo punto mi stupisco di Luigi, che in tutta la sua "grandezza" abbia fatto un bel minestrone. O è anche possibile che la schiava prediletta, Tizia, non abbia ben compreso i suoi insegnamenti. 😊

2) Luigi era il mentore di varie coppie D/s e per mostrare ai Dom come si dovevano fare le cose lui usava ed interagiva con le rispettive slave degli altri.

A quanto pare Luigi era un gran furbacchione!!
Poteva essere carismatico, si, lo posso comprendere.
"Arruolare" teen ager con nessuna o minima conoscenza della materia, con la curiosità sessuale imperante soprattutto in un periodo in cui non c'era la diffusione mediatica di ora, ed indurre questi "ometti" a cedergli le rispettive "morose" per consentirgli di interagire.... beh.. astuto eh!! 😂

3) Luigi aveva "inventato" il rito del the dove le slave dovevano, all'inzio di ogni sessione, curare il proprio Dom con l'offerta di una tazza di the e il rito dell'accoglienza, di cui però non è stato spiegato lo svolgimento.

Da che mi risulti, come ho fatto anche notare a Tizia, il rito del the ha origini giapponesi.
In realtà, dovendomi documentare, ho scoperto che l'origine primaria fu cinese, poi adottata nel corso del XVI secolo ufficialmente anche in Giappone, in quella che viene chiamata Cha No Yu tradotta come Cerimonia del The.

Quello che distingue la Cha No Yu originale dal rito del the di Luigi (secondo quello che mi è stato spiegato da Tizia) è che la prima si svolge tra due o più persone, la seconda invece è riservata alla coppia D/s.
Dubito fortemente che tutto lo svolgimento, a partire da 5 giorni prima, per arrivare alle tre fasi del rito (pasto leggero, the denso e the leggero) venisse attuata anche dagli adepti di Luigi, ma Tizia non è entrata nello specifico.

Clicca qui per maggiori informazioni sulla Cerimonia del The.

Per altro, sarebbe opportuno presentarsi ad una sessione a stomaco vuoto (per ovvi motivi), quindi anche il pasto leggero previsto dalla cerimonia sarebbe fuori luogo.

Per quanto concerne invece il rito dell'accoglienza (escludendo quello cristiano cattolico) in ambito BDSM ho trovato solo tre accezioni diverse nel sito di Gabbia: la prima riguarda i clisteri, la seconda l'ospitalità e la terza la predisposizione della sub ad un rapporto orale.

Quindi mi immagino una scenetta nella quale la sub accoglie il proprio Dom nella sua casa, a culo esposto e bocca spalancata. Ecco! 😂😂😂

Accogliere secondo Gabbia

Ipotizzando che Luigi si riferisse per lo più all'ospitalità, beh dov'è la novità?

Credo che ognuno di noi, quando ospita qualcuno a casa propria (amici, parenti, colleghi, Dom), riordini casa e si renda presentabile.
Ma ripeto, non è stato spiegato questo rito quindi ipotizzare diventa inutile.

4) Luigi aveva imposto che tutte le slave avrebbero dovuto dare il "Lei" a tutti e in ogni caso in qualsiasi occasione pubblica, mentre dovevano dare il "tu" al proprio Dom.

Questa usanza in genere fa parte dei protocolli. E i protocolli in genere sono o impartiti unilateralmente dal Top, oppure concordati assieme alla bottom.
Non c'è ovviamente una regola precisa. E', come già detto, soggettivo.

Nel mio caso, ad esempio, in accordo con il mio precedente Master dovevo rivolgermi a tutti (Top o vanilla), in privato e in pubblico con il "Lei", fatta esclusione per gli altri bottom ai quali potevo rivolgermi con il "tu".
Con Mastro invece sin da subito mi è stato chiesto il "tu". Nel pormi con gli altri ho deciso autonomamente: in privato con il "Lei" (solo a Top), in pubblico con il "tu".

Alcuni ci tengono di più, altri meno, altri ancora per nulla.

In ogni caso Luigi non aveva inventato nulla nemmeno in questo senso, solo aveva obbligato i suoi adepti ad accettare ed agire come lui preferiva facessero.

5) Per essere un buon Dom le slave non dovevano essere segnate, quindi no a qualsiasi segno sul corpo, dopo il termine della sessione.


Daemon Danes
Anche in questo caso, lasciar segni o portare segni è assolutamente soggettivo. Un buon fustigatore/spanker non si misura da questo. Ci sono persone a cui piace essere segnate e segnare e viceversa.
Personalmente per me il segno rappresenta il "suo" marchio. Guardare "la firma" del mio Master anche nei giorni a seguire è motivo di gioia, di orgoglio nel portarla. Se non riuscissi a sedermi per alcuni giorni, o a provare dolore nel farlo, sarebbe come riportarmi immediatamente e in modo molto potente al tempo trascorso con Lui, e sicuramente mi ecciterei al sol pensiero.

Poi ci sono bottom che non possono essere segnati, e questo è un altro discorso. Bottom con un'altra vita, un compagno, o un marito all'oscuro di tutto non possono portare segni, quindi il fatto di non lasciarli è come tentativo di non farsi scoprire.
Equivale a dire: aggirare il problema. Essere sinceri con il proprio partner no eh?? Troppa fifa??

Mi viene da pensare che Luigi frequentasse per lo più donne impegnate, sposate o accompagnate, in modo da "legittimare", con questa regola, il suo rapporto D/s.

6) Luigi stabiliva una sorta di scala gerarchica della bravura di ogni slave, e in base a quella assegnava un nome. Tizia portava e porta tuttora il nome assegnatole da Luigi.

Cazzata pazzesca!! Non può esistere una votazione sulla bravura, per il semplice fatto che è l'affinità tra persone che la determina.
Per esempio: una persona che non può o non vuole essere legata per un rigger sarebbe da scartare in quanto incompatibile con lui. Non significa però che non sia una brava bottom, semplicemente sono incompatibili.

Chi cazzo era Luigi per determinare la bravura assoluta di un bottom?? Il genio del BDSM?? Un guru??

Se così fosse stato allora perchè nessuno nella comunità romana (esclusa Tizia) e nazionale lo conosce?
Se così fosse stato allora perchè non diffondere ad un pubblico più vasto i suoi insegnamenti, attraverso documenti scritti e/o sul web??
Se lo fosse stato allora perche i presunti 59.990 lo avrebbero abbandonato??

A me tutta sta storia fa pensare ad alcune ipotesi.

  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia abbia avuto un Dom con il quale si sia trovata tanto bene e che aveva quelle regole. Ipotizziamo che il rapporto sia terminato e che lei ora voglia un Dom che faccia lo stesso del precedente, e che si sia inventata la scuola di Luigi per trovare più facilmente il Dom a lei consono.
  • Ipotizziamo che Luigi non sia mai esistito. Ipotizziamo anche che Tizia non riesca a trovare il Dom adatto a lei e che usi questa storiella per darsi tono, per attirare l'attenzione, per mostrarsi esperta (ho fatto un corso 21 anni fa).
  • Ipotizziamo che Luigi e la sua scuola siano esistiti davvero. E qui il discorso si complica. Così formulata: la segretezza, i presunti (e irreali) 60.000, l'unico detentore della parola "giusta" nella figura di Luigi e gli alunni convinti fanno pensare a qualcosa di molto simile ad una setta. 
Le sette, molto più diffuse negli Stati Uniti rispetto all'Italia (ma in forte espansione), hanno una struttura riconoscibilissima e uguale per tutte. 
La struttura piramidale, un capo, un guru, un mentore carismatico, una catena di comando subordinazione e obbedienza, con regole che devono essere rispettate e messe in pratica. 

L'adepto, l'alunno, il seguace, è una persona che non deve ragionare o avere idee proprie ma obbedire agli insegnamenti e alla volontà del capo. 
E' per questo che è più semplice avvicinare persone giovani, o giovanissime, di un ceto medio, con poche conoscenze in materia, senza una struttura caratteriale formata e incapaci del pensiero logico e critico, persone che in genere hanno una carenza affettiva importante (spesso paterna), persone deboli o insoddisfatte o ancora persone in cerca di nuove emozioni. 

Il mentore, come già accennato, è una persona carismatica, egocentrica, eccelle nel lavoro (o riferisce di eccellere), è autoproclamante e persuasivo, dicendosi conoscitore della materia. Afferma di aver assimilato conoscenze nel corso della sua vita e aver scoperto la via ottimale per vivere quella determinata realtà (religiosa, culturale, sociale), per condurre poi i seguaci verso "nuovi orizzonti" di consapevolezza. Infine accentra su di sè la totale devozione, in termini di attenzione, amore, fedeltà. 
In questa ottica il capo, il leader può dare libero sfogo alla sua personalità dominante, manipolativa e attuare quello che è un vero e proprio abuso psicologico: il plagio. 

Per plagiare ovviamente si seguono degli schemi precisi, primo fra tutti far sentire importante, speciale, amata, la persona da plagiare. L'accoglienza, le attenzioni verso la persona sono fortissime, spesso atte a farla allontanare dalle frequentazioni esterne al gruppo settario. L'integrazione al gruppo e la conformità ad esso e alle sue regole farà in modo che in tempi abbastanza brevi il plagiato cambi il proprio atteggiamento nei confronti di chi è all'esterno del gruppo (frequentazioni di vecchi amici e parenti) e diventerà progressivamente sempre meno padrone delle proprie scelte e volontà. 
Una volta completata la metamorfosi, l'individuo è pronto a credere ciecamente agli insegnamenti impartiti dal leader, fino a compiere, talvolta, anche gesti estremi. 

Generalmente, al leader viene riconosciuta la piena autorità dai suoi seguaci ed egli può delegare alcuni compiti alle persone di sua fiducia, rendendole ancor più dipendenti e onorate di tale riconoscimento. All'interno del gruppo non vi sono segreti, ogni seguace deve rivelare tutto, mentre nei confronti degli estranei viene mantenuta la segretezza. 
Questo comporta nel seguace un duplice senso: l'appartenenza a qualcosa di esclusivo, e il contrasto con il mondo esterno, in contrapposizione con gli ideali e le regole "innovative" del gruppo settario. 
Detta in parole povere: il "giusto" all'interno del gruppo e lo "sbagliato" all'esterno. 

Secondo Steven Alan Hassan (consulente statunitense della salute mentale) "Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo - comportamento, pensieri, emozioni - e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualunque cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante." (Fonte: Steve Hassan, “Mentalmente liberi – come uscire da una setta”).


Definito tutto ciò e rileggendo le parole di Tizia, non trovate qualche (o troppe) similitudini?

"Sono 6 gruppi 3 anni che ripeto sempre la stessa cosa ... ma il discorso che è il Dom che segue le necessità della Sleeve non gli entra in testa a nessuno"


E se la pensi diversamente? O se fai troppe domande?? Fuori dal gruppo!! Non vogliamo gente pensante qui!! 😂😂😂



venerdì 8 marzo 2019

GRAZIE!!

Sono solo agli inzi ma...

GRAZIE A TUTTI per le vostre prime 5000 visite!!

E un grazie di cuore anche a M. che mi sta aiutando negli aspetti informatici a me un po' più ostici!

martedì 9 ottobre 2018

R-I-S-P-E-T-T-O

Sono una fottutissima sognatrice. 
Ho sempre pensato che, nel mondo, esistesse la Persona Perfetta per me.. la classica mezza mela. 
Forse l'ho sempre sperato, ma poi arriva il giorno in cui è necessario fare i conti con la realtà delle cose e ci si rende conto che la perfezione difficilmente esiste. 
A quel punto la cosa più sensata da fare è conoscere una persona, osservare quante e QUALI caratteristiche di lui sono corrispondenti alle nostre esigenze e valutarlo.
Come? 
Con una bilancia: da un lato quello che ci offre, dall'altro quello che manca. Una volta tolto il perno, la scelta è fatta. Si sceglie dove la bilancia pesa di più.

Tra tutte le caratteristiche che vado cercando, una delle più "pesanti" è il rispetto. Non si tratta solo di BDSM, si tratta di rispetto per la persona che abbiamo di fronte. Un detto dice: "non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi stessi". 

from Tumblr
Ebbene, quando qualcuno vi interrompe, e voi perdete la pazienza, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno vi ignora, e a voi dà fastidio, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando esprimete un concetto e l'altro vi contraddice senza nemmeno ascoltarvi, e vi infuriate, assicuratevi di non fare lo stesso.
Quando qualcuno frequenta altre persone (anche in modo intimo), e a voi fa uscire dai gangheri, assicuratevi di non fare lo stesso. 
Potrei continuare all'infinito. Le casistiche/situazioni sono innumerevoli. 

Rispetto non significa avere un opinione, una credenza, ed imporla come NORMALE. E tutto ciò che contrasta la vostra opinione ANORMALE. Quella si chiama chiusura mentale. Si chiama, imposizione di sè. 



Nell'arco di 4 mesi mi è capitato con 3 persone. 
Quello che hanno in comune queste tre persone sono l'età (su per giù), la loro provenienza territoriale (su per giù) e il fatto che si considerano tutti Master.

Ebbene, a mio avviso un Master deve anche essere in grado, dimostrandolo, di ascoltare ed assecondare i desideri della propria slave. 
E' vero che prima di tutto chi si mette in gioco per intraprendere un cammino dietro la guida del proprio Master è la slave, ma è vero anche che se vengono esauditi solo ed esclusivamente le preferenze del Master allora non si considera la slave come una persona, degna di rispetto, ma come il proprio giocattolino, un oggetto insomma. 

E allora chiudiamo la slave in una stanza... guai farla usare da altri (per assecondare una sua fantasia), guai farla vedere in pubblico (come lei vorrebbe) ... guai farle fare quella cosa che a lei piace tanto e che io Master considero ANORMALE.... è rispetto questo? 
Io credo di no. 

In un rapporto interpersonale, chi si mette in gioco, per crescere insieme, a mio avviso, sono tutte le parti. Tutte. Non c'è un elemento che cammina da solo e gli altri fermi ad aspettare. Sono tutti gli elementi che si incontrano nelle loro reciproche metà strada. A metà strada ci si incontra e si cammina insieme. Se cammina solo uno, qualcosa non va. 

Ecco quindi, sedicenti Master, è vero che ad ogni Master corrisponde un tipo di slave (e viceversa) ma se questa/o non dovesse essere perfetta per voi... iniziate a metterla sulla bilancia e chiarirvi se per voi ne vale la pena. 
Se ne vale, iniziate a portarla a voi, ad assecondarvi e seguirvi, ma ricordatevi anche di rispettarla, perchè la vostra slave è l'unica che vi metterà SEMPRE in una posizione prioritaria, sia nei confronti della vostra Persona, sia nei confronti del vostro piacere. 

Ah e dimenticavo: di preferenze NORMALI, ANORMALI, o ESTREME esiste nulla. 
Esistono delle preferenze tutte rispettabili e soggettive. 
Non finirò mai di dirlo, quello che è estremo per me, può non esserlo per qualcun altro o viceversa. 

Di anormale, secondo me, c'è che alcuni "Master" credano ancora che basti impartire un ordine, avere una marionetta tra le mani, o fare solo quello che gli pare, per essere Master. 
Per questo ci sono le prostitute, o le escort. Le slave sono altro. 


venerdì 5 ottobre 2018

il BDSM come è per me vs il BDSM come moda, business

Una po' di settimane fa scrissi un semplice post su facebook, dove spiegavo i motivi per il quali avrei rimosso dalle mie amicizie "facebookiane" coloro che avevo notato non vivono il BDSM come lo vivo io.

Da quel post è nato un "botta e risposta" tra due persone, una a me cara e l'altra un conoscente.

Quel post mi ha fatto riflettere su un concetto più ampio, in qualche modo legato alle mie scelte.

Io sono ignorante in questioni tecniche, ma sono curiosa e mi piace capire. In più ho una visione talmente alta del BDSM che ho un opinione dispregiativa su tutto quello che ora come ora è business.

Mi sono approcciata a questo mondo quando il BDSM non era (o almeno non era cosi tanto) moda e auto-referenzialità. Quando era un ambiente più "sano" e i valori avevano la meglio sul resto.

Gli eventi quasi non esistevano, esistevano party privati, a cui partecipare su invito, con dress code richiesto si, ma con sobrietà. Erano luoghi esclusivi, i partecipanti limitati, quasi sempre non troppo divulgati e chi vi partecipava lo faceva senza alcun interesse se non quello di trascorrere qualche ora in compagnia facendo quello che piaceva fare. La pubblicazione di foto era proibita.

Ora si partecipa agli eventi per altri scopi: primo fra tutti, credo, mettersi in mostra. Per chi ne è utente: mostrarsi nella propria originalità dove l'apparenza vale più della sostanza. Ostentando teatralità, e così per apparire sono necessarie corna, occhi bianchi, trucco dark, mantelli e cappucci, kimono o maleducazione da parte di "Dom" che attraverso essa pensano di essere più dominanti.. tristess.
Dall'altra parte, ovvero da parte di chi organizza, guadagnarci. Essì perche c'è un giro di soldi dietro che nemmeno mi posso immaginare.
E allora per fare in modo che questo evento attiri di più di quell'altro bisogna offrire un servizio maggiore. Quale se non quello di invitare esperti? (Pagandoli??).

Di qui si crea tutta una sorta di catena di montaggio, dove alla fine della fiera il BDSM è l'unico "attore" che ci rimette, perde in credibilità.

Ipotizziamo che io sia una brava fornaia, che abbia inventato un pane speciale, o un connubio di ingredienti che lo rendono tale.
Ipotizziamo anche che io voglia condividere con altre persone questa mia specialità.
Ho due strade:
  1. o faccio corsi legalmente riconosciuti, in un luogo adibito ad hoc con tutte le misure di sicurezza legalmente richieste, ne pubblico i volantini e mi faccio pagare per la conoscenza che vado ad insegnare, rilasciando regolare ricevuta sulla quale pago (ahimè) le tasse ed indicando la partita IVA obbligatoria sul sito;
  2. oppure invito a casa mia le persone interessate ad imparare, non chiedo compensi, e per la mia passione in quello che faccio insegno anche ad altri, volendo condividere qualcosa che ritengo valido.  
Di certo non mi posso auto-proclamare il "guru" del pane. Di certo sarà una commissione a valutare se il mio pane è veramente valido o meno. Questa si chiama professionalità e serietà.

Posso considerarmi esperto? Forse si, ma con un po' di auto-ironia e, meglio ancora, se sono gli altri a riconoscermi come tale. 

Devo anche riconoscere che, per fare il pane, è necessario il grano di "tal" qualità e che per approvvigionarmi di esso altri professionisti, riconosciuti come tali prima di me, ne hanno sviluppato l'autenticità. E una commissione, forse l'ha reso grano DOCG.
Devo riconoscere che, senza quel grano, il mio pane sarebbe nulla. E' vero, io faccio pane. Ma il pane senza il grano non potrebbe esistere.

Ecco, spesso, nel BDSM oggi come oggi tutto questo manca.
Manca l'umiltà.
Manca la semplicità.
Manca l'onestà intellettuale.
E' solo business.

Magari chi "gioca" (aborro questo termine) lo fa anche perchè gli piace farlo, ma prima di tutto è marketing.
Uno si "vende" bene, si crea un'immagine, racconta un po' di esperienze vere, altre un po' gonfiate, si crea un sito affascinante nel quale espone solo quello che gli pare, oppure si schiera nel proteggere il tal "assassino" solo perchè questo partecipava al suo corso (e nel bene o nel male anche quella è pubblicità), vende corde (eh si perche non si usa più trattarle, si comprano già trattate, cosi si fa business), ha il suo sito di toys, tiene corsi in nero (eh.. l'Italia dei "furbi"), partecipa e/o organizza eventi, è presente nei social che utilizza principalmente per diffondere e divulgare il proprio ego. Se poi la diffusione porta introiti economici, meglio ancora.

Molti hanno esperienza nei vari campi, maturata nel tempo e attraverso corsi a loro volta. Ma molti si auto-referenziano, e usano questa esperienza per dettar legge da un lato (come se la loro parola fosse bibbia) magari guadagnandoci, e anche tanto.
Con gli eventi, con i corsi, con i proventi della vendita di libri (magari nemmeno scritti dagli autori).

Non stupitevi allora, se mi tengo lontana da tutto questo.

Il BDSM per me è emozione. E' una forma altissima di Amore.

E' trovare una persona affine a me, con la quale condividere emozioni. Le mie saranno quelle di seguirlo nel nostro percorso insieme, le sue quelle di essere seguito e di vedere una crescita, una completezza vicendevole.

Nel lontano 2006 scrissi cosa era il BDSM per me e la mia idea da alcuni era considerata utopistica, romantica. Ci sorridevo, perchè non potrei viverlo altrimenti. Qui il testo.

Ora preferisco ampliare la visione di quel testo. Forse sarà più chiaro quello in cui credo.

  • Colui che desidero al mio fianco non è un Master. E' prima di tutto La Persona. 
Credo fermamente che se una persona è un cazzone, allora anche il "Master" (se tale si può definire) che è in lui lo è.
E non mi interessa.
Quando mi chiedono cosa cerchi? E' la domanda ad essere sbagliata.
Non cerco "cosa", cerco CHI.
Cerco un anima pura, una persona rispettosa, leale, responsabile con la quale io sia affine che mi faccia partire il cervello.
Una volta ricevuta questa mia risposta la stragrande maggioranza mi chiede: "si, ma cosa ti piace"??
A me? Nulla.
Il mio essere schiava mi porta a godere nel rendere orgoglioso il mio Master. Se il mio Master è la mia guida, lui sarà in grado di farmi piacere cose che io non pensavo che mi piacessero, o che forse per le quali ero scettica.
Ma per fare ciò, l'empatia, il legame non è tra Master e slave, è prima di tutto tra due persone che si sono incontrate. E si sono (ri)conosciute.
  • Cosa si fa con una persona?
Credo che l'obiettivo comune, condivisibile e reciproco, sia essere felice.
Come? Individualmente prima, ed insieme poi.

Si condivide: ci si supporta, si parla, tanto.. di cazzate, di cose serie, di pensieri, ipotesi e progetti. Si ride insieme, talvolta si piange. Si guarda insieme lo stesso orizzonte, e ogni volta, lo si spinge un po' più in là..
Si condividono sentimenti, sensibilità, emozioni.
Ci si completa. Si fa di tutto perchè la persona che sta al nostro fianco stia bene.

A ben vedere queste dovrebbero essere le basi di un sano rapporto vanilla.

E allora si ritorna al mio scritto del 2006 dove dico:
"Ho sempre pensato alla mia relazione "per eccellenza" esclusivista e totalizzante. La immagino come una collana ad anelli intersecati l'uno con l'altro (simile ad un collare a strangolo per cani), ognuno dei quali è un aspetto di quello si deve costruire e condividere con una persona. Il BDSM è l'ultimo anello, quello indispensabile per far si che la collana si chiuda e diventi cosi, qualcosa con un senso."
  • Cosa significa esclusivista e totalizzante?
Significa che io sono in grado di amare UNA Persona, e a quella Persona donare tutto. 
Esistono pratiche che contrastano con il mio essere. Farò fatica, ma le farò. 
Quello è donare tutto. Non è annullarsi, è mettersi in gioco. 

Totalizzante perchè quella Persona da un lato sarà l'unico detentore del potere su di me, dall'altro reciprocamente, perchè le mie attenzioni saranno rivolte solo a lui e alla sua felicità. 
  • Da cosa sono rappresentati quegli anelli?
Ciascun anello è indispensabile in una relazione affettivo/sentimentale partendo come base del rapporto vanilla per poi sfociare come base del rapporto BDSM. 
In ordine sparso: rispetto, fiducia, amore, affetto, protezione, cura, condivisione, complicità, passione, supporto, dialogo, affinità, empatia, alchimia, comprensione, sensibilità, responsabilità, lealtà, onestà, sincerità, ascolto.

Nel BDSM a mio avviso ogni "anello" è potenziato, ragion per cui il rapporto stesso diventa potenziato. Ed è anche per questo motivo che lo reputo una forma altissima di Amore.


  • "Qualcosa con un senso".. cosa significa?
Significa che per chi come me nasce con alcune caratteristiche, nel mio caso pain slave, non si riesce a dare un senso alla propria vita (senza accontentarsi) se non si rispetta se stessi.
Rispettare se stessi è cercare il meglio, ciò che ci rende più felici, e quindi quella Persona che possa soddisfare ognuna delle proprie esigenze.
E' una ricerca ardua, soprattutto per chi, come me, è estremamente esigente.
Accontentarsi però non ha mai fatto parte del mio essere, e sono speranzosa, quindi credo fermamente che da qualche parte nel mondo quella Persona possa esistere.
E' mio compito essere pronta ad accoglierla, a viverla, e forse, un domani, affidarmi a lui.
E' mio compito comprenderla e rispettarla.
E' mio compito "innamorarmi" di lei, e dimostrarglielo.

  • Cosa c'entra l'essere innamorati con il BDSM?
Proprio stasera mi è stato chiesto: "sei innamorata ora?"
No, non lo sono.
Per esserlo la Persona deve convincermi a tutto tondo.

Se fossi innamorata sarei anche pronta ad appartenere. Sono ben lontana da quell'aspettativa.
Nella mia ottica la Persona deve aver "scopato" il mio cervello al punto tale da poter essere sicura di donarmi con tutta me stessa, anima, mente e corpo.

Comprendo che non per tutti debba essere così. Comprendo che esistono sub che si offrono con molti meno sentimenti nei confronti del loro Dom.

Ma io sono una slave (per la differenza tra slave e sub, secondo la mia opinione, vedere qui). Ci sono nata, ho dovuto riconoscere e accettare questa mia caratteristica.
Il mio piacere è rappresentato in primo luogo dal piacere della Persona.
Il mio piacere è rappresentato dalla crescita insieme a lui, dal renderlo felice, orgoglioso di me.

Concludendo, io non sono per tutti, e la maggior parte non è per me. 

Fatemi un favore, non fatemi perder tempo o energie se non siete disposti a vivere qualcosa di così alto emotivamente, sentimentalmente, rispettosamente e lealmente parlando. 

La cosa strana è che la vita ogni tanto ti fa anche dei regali. Stavo cercando un brano per terminare il post e ho scoperto un pianista recentemente diventato famoso grazie ad un talent britannico.
La sua arte mi ha fatto riflettere su una cosa...

...A quanto, a volte, le parole siano inutili. Le emozioni solleticano altre "corde". 






domenica 26 agosto 2018

Masterfake? No grazie!!

Thread che ho pubblicato in un gruppo abbastanza attivo di Fetlife e che ha riscontrato un discreto successo.. 

Era nato come uno spunto per farsi una risata ma aveva anche una connotazione più seria di avvertimento rivolto a tutte quelle novizie che si stanno approcciando al mondo BDSM e che purtroppo, a volte, sono "prede" per gli MDF (leggasi Morti Di Figa).. 

Lo ripropongo qui, perchè per diversi motivi ne sono affezionata. E' stato un modo per conoscere persone interessanti con le quali ho approfondito la conoscenza da un lato, e mi ha ricordato un po' i miei vecchi diari di Manette Matte.. :)

Il Masterfake:
  • Si autoreferenzia
  • In genere il suo nick è composto da "..Master.. " o da "..Padrone.." o ancora da "..Dom.."
  • Pubblica nel suo profilo solo foto catturate dal web oppure..
  • Pubblica foto del suo cazzo (o del cazzo di altri)
  • Si incarta con gli acronimi. Basta chiedere cosa è l'SSC che ricorre a google, poi alla domanda
    successiva.. tipo: conosce altri modi di considerare il BDSM? ecco che google non è piu d'aiuto.. ed entra in un circolo vizioso dal quale non sa scappare
  • Confonde autorità con autorevolezza.. che a ben vedere se sono 2 termini diversi, anche se entrambi iniziano con la A......... forse e dico forse hanno significati diversi
  • In genere, si presenta con la lista della spesa (mi piace quello non mi piace quell altro/devi fare quello/non devi fare quell altro)
  • Se al punto di cui sopra ha espresso la preferenza a frustare... basta chiedere: ah bello che frusta usa? Panico!!
  • Risponde dando il lei, a chi gli da del lei. (ahimè sono stata educata dal mio ex Master a rivolgermi ai Dom con il "lei")
  • Chiede foto/num di tel/passa contatto telegram nell arco di un nano secondo
  • Non legge i profili (che fatica eh)
  • Si fa una sega davanti alle foto (non leggendo il profilo si concentra solo sulle foto) e di conseguenza ti dirà: ho visto le tue foto, mi hanno catturato molto (leggasi: mi sono fatto una sega).
  • Generalmente non riesce a produrre frasi che siano piu lunghe di una riga. Meglio scrivere frasi ad impatto, corte e non spiegate. Non saprebbe farlo.
  • Nel momento in cui gli si chiede cosa intende nella particolare "frase ad impatto" si incarta e se è furbo, in genere cambia argomento.
  • Ha visto e gli è piaciuto "50 sfumature di cacca" che, citando un amico "ha mandato il bdsm in vacca". XD
Una chicca!! XD